I l 18 gennaio è uscito MINT, album di debutto di Alice Merton, classe 1993, madre tedesca, padre irlandese e passaporto inglese e canadese. Un’artista senza radici, insomma, che infatti si è imposta ai vertici delle classifiche di tutto il mondo con la sua “No Roots”, una hit dalla genesi complessa. Quando la Merton infatti la propone ai discografici c’è chi vuole che la accorci per andare incontro alle esigenze delle radio, chi che elimini le chitarre…
… Ma tu rifiuti e vai dritta per la tua strada
Esatto, diciamo che è stata una partenza frustrante, a nessuno sembrava andare bene e molti ci hanno chiuso la porta in faccia. Ecco perché abbiamo fatto di testa nostra, io e il mio manager Paul. E da li è stato in realtà tutto semplicissimo, No Roots ha funzionato bene fin da subito, appena è uscita. E in quel momento ci è stato chiaro che avremmo dovuto proseguire da soli, per la nostra strada, aprendo una label. Molta parte del nuovo disco MINT parla di quel periodo.
Una strada che ti ha portata a raccogliere più di 134 milioni di ascolti in streaming su Spotify dove hai conquistato la cima della classifica Global Viral, più di 10 milioni di Shazam, la vetta della classifica di Billboard e 161 milioni di visualizzazioni per il video su YouTube. Numeri incredibili, te l’aspettavi?
All’inizio quando capitavo in un bar, per caso, e sentivo suonare una mia canzone mi stupivo moltissimo. Guardavo lo schermo e pensavo: “ma sono proprio io?” A tratti è spersonalizzante. Ma il momento del live è quello in cui più di tutti mi rendo conto di quanto sia bello questo lavoro, e di quanto sento vicino il pubblico. Questo vale più di ogni classifica!
Il tuo è un ritorno al Pop, quello che oggi viene surclassato dall’avvicendarsi a livello globale di rap e trap, quello che però per anni ha tenuto in piedi le sorti dell’universo discografico, un genere cui complessità e profondità vengono sempre scarsamente considerate. Ma se tu dovessi riconoscere un artista pop al quale credi di assomigliare o che ti abbia influenzato?
C’è un’ispirazione rock e anni '80 molto forte nella mia musica e purtroppo non riesco a pensare a nessun artista pop attuale vicino a quello che faccio. Artisti come Beck o Bowie possono essere costante fonte di ispirazione, per esempio, ma non sono propriamente pop. Detto questo, credo che in realtà non avrei raggiunto così tanti risultati se le mie canzoni non avessero una matrice pop molto forte. Credo che MINT possa essere almeno in parte considerato un album pop.
Il tuo successo ti sta portando in giro per il mondo, è quello che ti aspetti da questo mestiere? Ti senti pronta?
Sicuramente è quello che speravo per la mia vita si, è un sogno che si avvera. Ma è allo stesso tempo difficile, il mio ultimo singolo Learn To Live parla chiaro: devo imparare a vivere senza ansia, stanno succedendo cose importantissime per la mia vita e voglio affrontarle al meglio.
Cose importantissime come essere invitata ad uno dei Festival più prestigiosi del mondo: il Coachella, dal 14 al 21 aprile in California; e l’organizzazione di un tour europeo che toccherà anche il nostro paese. Un piccolo antipasto lo concederà al pubblico di Radio2 Live venerdì alle 22, concerto disponibile anche in streaming al sito RaiPlayRadio.it/Radio2, dove Alice Merton presenterà il nuovo singolo Learn To Live e tutti gli altri brani di MINT, poi domenica alle 20:30 sarà ospite di Fabio Fazio negli studi di Che Tempo Che Fa.
Tappa necessaria l’Italia data l’accoglienza e l’attenzione riservata all’artista finora dal pubblico, grazie al quale la Merton è riuscita a portare a casa due dischi di platino: “L’Italia è un posto meraviglioso, è diventata una seconda (o forse terza!) casa. Mi stupisce sempre il calore con cui la gente mi accoglie, mi cerca, mi parla. Il pubblico da voi è diverso, è più “vivo” che in altri posti. Poi adoro il cibo, i monumenti, ho visitato Roma, Milano e Venezia, anche se velocemente, e sono tra le città più belle che abbia mai visto. L’Italia è speciale, gli italiani sono speciali”.