Gli Abba sono tornati. Ma che fine avevano fatto?

Il quartetto di Stoccolma lancia due nuovi inediti dopo 35 anni dall'addio alle scene

Gli Abba sono tornati. Ma che fine avevano fatto?

Dopo 35 anni, gli Abba annunciano la loro reunion con tanto di canzoni inedite: 2, per la precisione. “Siamo invecchiati, è vero, ma le canzoni sono nuove e funzionano”. E a dimostrazione del fatto che gli anni passeranno pure ma il quartetto di Stoccolma è al passo col tempo, l’annuncio è arrivato via Instagram.

“La decisione di andare avanti con l’emozionante progetto di 'Abba avatar tour' ha avuto una conseguenza inaspettata. Tutti abbiamo capito che, dopo circa 35 anni, poteva essere divertente unire le forze di nuovo e tornare nello studio di registrazione. Così abbiamo fatto. È stato come se il tempo si fosse fermato e noi fossimo stati via solo per una breve vacanza. Un’esperienza estremamente gioiosa!”.

 

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E così, il gruppo è tornato in sala d’incisione dopo lo scioglimento nel 1983. Per ascoltarla però i fan dovranno attendere un pò: una delle due nuove canzoni, “I Still Have Faith in You”, sarà proiettata in uno speciale TV prodotto dalla Nbc e dalla Bbc in onda a dicembre 2018.

Da Stoccolma ai palchi mondiali

Era il 1970 quando Agnetha, Benny, Björn e Anni-Frid (Frida) decisero di formare una band il cui nome era un acronimo delle iniziali del loro nome. Il salto arrivò nel 1974 quando il gruppo salì sui palcoscenici internazionali dopo aver vinto l’Eurovision Song Contest dopo aver inciso “ Waterloo”.

Da allora la band iniziò a farsi conoscere. Da li il passo fu breve: gli Abba hanno venduto oltre 300 milioni di dischi in tutto il mondo diventando una delle band simbolo del panorama pop. Di certo i fan non li hanno mai dimenticati: il greatest hits pubblicato nel 1992, Abba Gold, ha venduto 30 milioni di copie stazionando per 833 settimane nelle classifiche britanniche.

“Mamma mia” e le altre hit

Tra le loro hit più famose ci sono"Mamma Mia", che si piazzò al numero uno della classifica inglese ed arrivò in cima a quelle tedesche e australiane. La canzone dà anche il titolo al famoso musical scritto nel 1975 dalla drammaturga inglese Catherine Johnson e basato sulle canzoni del gruppo.

Tra gli altri singoli di maggior successo, "Money, Money, Money", "Knowing Me, Knowing You" e la celeberrima “Dancing Queen", che fu presentata al Teatro dell'Opera di Stoccolma alla presenza del re di Svezia, la sera del 18 giugno 1976 alla vigilia del suo matrimonio con Silvia Sommerlath a cui era dedicato. Dancing Queen raggiunse la prima posizione in 14 paesi, tra cui gli Stati Uniti (dove è stato il loro unico singolo capace di raggiungere la cima delle classifiche).

Il dopo-Abba

Nel corso degli anni, entrambi i matrimoni dei componenti del gruppo (Björn con Agnetha e Benny con Frida) fallirono, ma continuarono per un pò a lavorare insieme. Fino allo scioglimento. Ecco cosa fecero dopo.

Andersson e Ulvaeus

Björn e Benny continuarono a lavorare insieme: conclusa la stagione degli Abba, scrissero la partitura per un musical, dopo diversi anni che ne avevano accarezzato l'idea. Nacque così Chess, in collaborazione con il paroliere Tim Rice che aveva portato al successo, tra l'altro, Jesus Christ Superstar sia in teatro che al cinema.

La prima rappresentazione di Chess si tenne a Londra nel 1986, con ben tre anni di repliche, conoscendo poi numerose riedizioni. Il musical - ambientato a Merano e a Bangkok - prendeva spunto dal gioco degli scacchi per raccontare un dualismo sportivo e passionale tra due virtuosi degli scacchi (un russo e un americano) che prendono parte al campionato mondiale e al tempo stesso si contendono le attenzioni di una donna: attraverso questo antagonismo (dove subentra anche un secondo personaggio femminile) venivano riproposti in chiave simbolica anche i contrasti tra le due superpotenze tipici della guerra fredda.

Il loro secondo lavoro compiuto fu Kristina fran Duvemala, scritto insieme a Lars Rudolfsson e basato su un racconto dello scrittore svedese Vilhelm Moberg.

Fältskog e Lyngstad

Dal canto loro, Agnetha e Frida, dopo lo scioglimento del complesso, si impegnarono in lavori saltuari, ottenendo soltanto moderati successi.

Frida passerà sotto la produzione di Phil Collins nell'album Something's Going On (1982), il cui brano trainante, I Know There's Something Going On, sarà il suo ultimo discreto successo anche in Italia.

Nel 1984 sarà prodotta da Steve Lillywhitenell'album Shine e questa sarà per molto tempo l'ultima sua uscita discografica. Nel 1996 tentò per l'ultima volta un'incisione discografica, cantando in svedese nell'album Djupa andetag, ma non ottenne più il successo internazionale avuto in precedenza.

Agnetha ricominciò la carriera solista con un album dal titolo significativo, Wrap Your Arms Around Me (Abbracciami), che, trainato dal singolo The Heat Is On, scalò le classifiche europee, arrivando anche ad ottenere una Top 30 negli Stati Uniti con Can't Shake Loose. L'album successivo, Eyes of a Woman, ebbe meno successo del precedente. Nel novembre 1987 uscì il suo terzo album post-ABBA, I Stand Alone, che arrivò alla n.1 in Svezia rimanendovi per otto settimane. Lo stesso anno Agnetha, costantemente tormentata dalla stampa scandalistica scandinava, decise di ritirarsi dalla vita pubblica interrompendo la sua carriera musicale.

Nell'aprile 2004 uscì un nuovo disco solista di Agnetha, My Colouring Book (Il mio album da colorare), il primo dopo 17 anni di assenza dalle scene, che ottenne buone recensioni e vendette abbastanza bene in SveziaGermania (al n. 6 delle classifiche), in Finlandia dove ricevette disco d'oro ed in Gran Bretagna, dove guadagnò il disco d'argento ed arrivò in Top 15. Il primo singolo estratto dall'album, If I Thought You'd Ever Change Your Mind, è ancora oggi la più grande hit solista di Agnetha nel Regno Unito, dove raggiunse l'undicesima posizione.

Nel 2013 Agnetha registrò e pubblico un singolo "I've should followed you home" scritto e cantato con il cantante inglese Gary Barlow; il brano fa parte del quinto album da solista della cantante post-Abba, intitolato "A" (anch'esso pubblicato nel 2013).



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