Ambra, la Lega, la profezia di '2030'. Intervista con J-Ax

"Non mi sarei mai immaginato che la Lega potesse prendere così tanti voti al Sud dopo quello che hanno detto per vent'anni". E poi: "Spero che Ambra diventi presidente di qualcosa entro il 2030"

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Agf
J-Ax

Domenica 9 giugno è partito ufficialmente il tour di J-Ax, al momento in vetta a tutte le classifiche con il nuovo singolo “Ostia Lido”, insieme agli Articolo 31, la rap band che lo ha reso famoso e che in qualche modo ha sdoganato l’hip hop anche in ambienti molto più pop. Una musica, quella degli Articolo 31, che ha anticipato, e di diversi anni, l’esplosione di un genere pronto a dominare oggi il mercato discografico italiano; ma non solo, gli Articolo 31, specie in “Così Com’è”, l’album della consacrazione assoluta, descrivevano perfettamente, con dovizia di particolari e relative conseguenziali sensazioni, quello che era l’Italia in quel momento e, in un caso, anche qualcosa in più.

 

Parliamo di una canzone dal titolo “2030”, in cui J-AX rappa un futuro apocalittico, la sua visione dell’anno 2030 se il declino intrapreso dal nostro paese non sarà interrotto, e al momento non si vedono nemmeno all’orizzonte spazi di manovra buoni per decelerare. La canzone è stata pubblicata nel 1996, 23 anni fa, ciò vuol dire che siamo più o meno a metà del percorso che ci porta a quella data e oggi, riascoltando il pezzo, non si può far altro che constatare come certe derive siano già state intraprese.

Per prima cosa, ricorda come le venne in mente di scrivere “2030”?

“Non lo so, ho letto dopo tempo che sarebbe stata una mia citazione colta di “When I’m Sixty-Four” dei Beatles, ma io non l’avevo mai sentita. L’idea del tempo che passa non c’entra neanche tanto con il testo. Volevo fare un pezzo che parlasse del presente, per dire “guardate che oggi si possono ancora cambiare le cose”. Mi sembrava un’idea originale quella di esprimere nostalgia per il tempo che stavamo vivendo. È stata un’ispirazione del momento che si è ingrandita mentre la scrivevo”.

Si sarebbe mai aspettato che a metà del percorso fossimo così avanti nel veder materializzata quella società drammatica che ha descritto nella canzone?

“Allora, spero che Ambra entri in politica presto perché è l’incipit della canzone, sono qui che incrocio le dita, spero che Ambra diventi presidente di qualcosa entro il 2030. Ma in realtà questa canzone dimostra che in Italia le cose non cambiano mai più di tanto. Vinceva il populismo allora come vince il populismo adesso”.

 

Partiamo dal principio, 2030 e di anni ne ha quasi 60, cosa incontrovertibile, il suo pizzetto inizia a ingrigirsi? Più che altro, posso chiederle se si sente molto più invecchiato e in cosa lo nota soprattutto?

“A parte degli acciacchi fisici che per ora non sono neanche tanto frequenti, tipo un po' di torcicollo, la fortuna è che di testa non mi sento invecchiato neanche di un giorno”

Come invecchia un rapper?

“Come sono invecchiati Eric Clapton o Keith Richards, perché noi siamo la prima generazione e allora viene di chiederlo, ma dopo di noi non se lo chiederanno più. Come sono invecchiati John Lydon, Ozzy Osbourne…chi invecchia restando simile a se stesso diventa più grande ma non invecchia”.

Prima strofa “Il cielo quasi non si vede più/si esce con la maschera antigas”, il che non è vero adesso ma sembra sempre più vero…

“Beh, perché già allora, negli anni ’90, gli scienziati lo dicevano: 'Ragazzi se continuiamo così succederà questo'. Quindi, non vedendo segnali di cambiamento ho scritto questo. È colpa della politica, si, ma questo è un problema che la gente preferisce ignorare, la classica cosa così grande che fa paura e allora si preferisce girare la testa dall’altra parte. Un po' come quel neo che hai sulla schiena che non vai a farti controllare”.

Più avanti dice: “Ormai si parla solo tramite Internet”, ma come se la immaginava la rete quando ha scritto la canzone nel ’96? Credeva davvero che tutto prima o poi sarebbe passato da lì?

“Assolutamente si, l’ho capito dal giorno 1. Perché se c’è una cosa che non si batte nell’evoluzione umana è la ricerca della comodità. Non doversi neanche più vestire per uscire per parlare con della gente è una cosa che ha appeal per tutti e avevo immaginato che sarebbe finita così. Io, in quanto nerd, nel ’95 avevo già il mio sito”.

 

Seconda strofa: affronta la sua visione della musica e scrive: “Loro controllano televisione e radio/C'è un comitato di censura audio/Valutano, decidono, quello che sì, quello che no/Ci danno musica innocua, dopo il collaudo/ci danno Sanremo/presenta ancora Baudo/Con i fiori e la scenografia spettacolare”. Ecco, considerato che Sanremo è ancora fiori e scenografia spettacolare, com’è cambiato invece il mercato discografico? Perché l’impressione, da ascoltatore, è che davvero si tenda a mettere sul mercato musica molto più innocua.

In realtà su quello ho avuto ragione a metà. Il mainstream sarebbe ancora così ma adesso, essendoci Internet, finisce in classifica anche musica che innocua non è. Sotto quel punto di vista cominciano ad avere molto meno potere i media tradizionali, però c’è da dire che se fosse per loro la musica sarebbe completamente innocua”.

Altro passaggio da Nostradamus: “2030 e un giorno sì e uno sì scoppia una bomba/2030 e stiamo senza aria/Ma odio ce ne abbiamo in abbondanza/Prima divisero Nord e Sud, poi città e città/E, pensa, adesso ognuno è chiuso nella propria stanza/L'intolleranza danza, non c'è speranza”, queste rime sono un chiaro riferimento alla Lega, che era quella di Bossi. Ecco, ora la Lega è al governo, se lo sarebbe aspettato nel ’96? 

“Quello dell’addossare il problema sul prossimo e di scatenare una guerra tra i poveri era già una cosa che la Lega iniziava a fare, devo dire che forse non mi aspettavo questa amnesia rispetto alla Lega da parte degli italiani del Sud. Mi sarei immaginato la Lega al governo ma non mi sarei mai immaginato che la Lega potesse prendere tanti voti al Sud dopo quello che hanno detto per vent’anni. Per quanto riguarda la gente chiusa nella propria stanza ci ha pensato la società, Internet, non certo la Lega, comunque trovare un nemico, dire che le cose vanno male per colpa dell’Europa è una cosa a livello nazionale, poi se vai nello specifico 'il mio quartiere fa schifo perché è colpa di quello della casa di fianco'.

Nella terza strofa scrivi “I cyber-nazi fanno uno show in TV/I liberatori picchiano barboni in nome di Gesù”, e anche qui ci vediamo forti riferimenti all’attualità, no?

“I liberatori della canzone mi ricordano molto gli ultracattolici del movimento per la famiglia. C’è questa frangia ultracattolica che estremizza qualsiasi religione, qualsiasi credo, per intervenire sulle libertà individuali”.

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Il pezzo si chiude con una certa nostalgia, canti come se non ci fosse più speranza, scrive “è troppo tardi”. Ma lo è davvero secondo lei?

“Con gli uomini non si può mai dire, perché gli uomini sono come gli scarafaggi e i topi, difficile farli fuori, si adattano a qualsiasi contesto. A me piace pensare che questo periodo cupo che stiamo vivendo, un po' come un ritorno al medioevo, passi; sai, per guarire dall’influenza bisogna prima ammalarsi e farsi gli anticorpi. Purtroppo non abbiamo tanta memoria storica, queste cose sono già successe in passato, nascono dal populismo della destra, spero che un giorno la gente, al posto di arrabbiarsi con altra gente, si arrabbi con chi veramente è responsabile di tutto ciò. Nel mio caso credo che sia il libero mercato senza delle regole globalizzate. Cioè, aver globalizzato il mercato senza globalizzare le leggi, facendo in modo che possano esistere dinamiche di sfruttamento, come nel terzo mondo dei lavoratori, che devono mettersi sullo stesso mercato con nazioni che non hanno gli stessi diritti sindacali. Se arrivasse davvero un politico per fare qualcosa a favore degli italiani farebbe crollare subito il Pil perché gli investitori si spaventano. È la nostra falsa economia, l’economia del debito, l’economia dei soldi che poi in realtà non ci sono, dell’aver speso risorse che non abbiamo; tutto quello che la gente non sa, che non può sapere perché al telegiornale gli viene raccontato che il paese va in malora perché ci sono gli omicidi, gli immigrati e perché i politici sono corrotti. La realtà è che noi abbiamo permesso ai gruppi finanziari e alle multinazionali di dettare legge alla politica. I politici fanno solo un giochino per guadagnare consenso, la versione per brutti delle rockstar. Quindi non voglio dire che non c’è speranza però è lunga”.



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