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Con “Come un Gatto in tangenziale 2” si torna a Coccia di morto (e in sala)

Con “Come un Gatto in tangenziale 2” si torna a Coccia di morto (e in sala)

Nel sequel del campione di incassi Cortellesi e Albanese scherzando e ridendo dimostrano che la coesione sociale è possibile

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Come un gatto in tangenziale 2

AGI - Squadra e titolo vincenti non si cambiano. Semmai si integrano con un sottotitolo, (“Ritorno a Coccia di morto”) che sottolinea la connotazione di sequel  e con l’innesto, accanto alla coppia mattatrice protagonista Paola Cortellesi e Antonio Albanese (Monica e Giovanni), ai loro rispettivi figli, alla radicalchic Sonia Bergamasco (che sta per aprire un “olfattorio di lavanda”) alle gemelle cleptomani Alessandra e Valentina Giudicessa,  a Claudio Amendola biondo e tatuato e a Franca Leosini ancora in un cameo, di qualche azzeccata new entry: Sara Felderbaum, nuova glaciale e rampante fidanzata di Giovanni,  Luca Argentero nei panni del pio quanto bonazzo don Davide, Mariano Rigillo (don Vincenzo) che con “suor forchetta” e “suor Maria Catena” anima la  parrocchia di San Basilio dove Cortellesi a inizio film è impegnata in un lavoro socialmente utile alternativo al carcere in cui è finita per colpa delle  gemelle dalla manolesta.

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Argentero e Cortellesi in 'Come un gatto in tangenziale 2'

A tre anni dal campione di incassi “Come un gatto in tangenziale”, in anteprima soltanto il 14 e il 15 agosto in 427 sale e quindi il 26 agosto ufficialmente nei cinema in una data d’uscita tradizionalmente riservata ai blockbuster americani, dopo aver resistito stoicamente alle sirene delle piattaforme sbarca il sequel “Come un Gatto in tangenziale, ritorno a Coccia di morto”,  diretto da Riccardo Milani, una produzione Wildsidesocietà del gruppo Fremantle e Vision distribution in collaborazione con Sky e Amazon Prime Video.

Sceneggiato durante la pandemia da Milani, Giulia Calenda, Furio Andreotti e dalla stessa Cortellesi, ‘Gatto’ come lo chiamano confidenzialmente i protagonisti torna con nuove periferie romane (a partire da Tor Bella Monaca) accostate a quella originaria di Bastogi e sviluppi ancora più comici del primo film:  le gemelle ladre trasformate nelle terrificanti sorelline di “Shining” negli incubi del protagonista, un profluvio di battute come il tremontiamo “Con la cultura nun se magna” tormentone della protagonista, insieme ai “me so' capita da sola”, “sto impicciata” e con il protagonista intellettuale sempre più esasperato dai menù fighetti degli opening, a base di “risotto experience”.

Ma, soprattutto, Gatto 2 punta su un messaggio di spinta alla coesione sociale e all’abbattimento delle barriere e dei pregiudizi culturali, reso ancora più forte, ha sottolineato Milani, dall’esperienza della pandemia: “Abbiamo visto il paese unirsi per quindici giorni e poi basta, sopraffatto dall’ odio sociale. Monica  e Giovanni, emblemi dei rispettivi universi contrapposti ci hanno permesso di raccontare un paese che vuole invece ricompattarsi”.

Il primo film campione d’incassi si era chiuso con Giovanni-Albanese intellettuale milanese teorico dell’integrazione sociale con gravi lacune sulla pratica e Monica fiera coatta romana dall'esistenza borderline seduti su una panchina  a scommettere che la loro strana storia d’amore, nata dopo quella dei loro figli poi ostacolata dalla diversa estrazione sociale, sarebbe durata come un gatto in tangenziale. Il secondo capitolo riparte proprio dai loro figli Alessio e Agnese che si incontrano in un pub di Londra, mentre a Roma Monica finisce in carcere per colpa delle gemelle che nascondevano merce rubata nei fusti dell’olio di “Pizza e Samosa”, e chiede aiuto a  Giovanni, che nel frattempo si è sentimentalmente legato alla rampante Camilla ( Sarah Felderbaum)  con la quale è impegnato in un ambizioso e troppo sofisticato progetto di recupero di uno spazio culturale in periferia.

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Albanese e Cortellesi in 'Come un gatto in tangenziale 2'

Per far uscire Monica di prigione, Giovanni riesce a far commutare la detenzione con un lavoro nella parrocchia di San Basilio guidata da don Davide (Argentero) tanto pio quanto bello, che Monica, allergica alle suore che reputa portatrici di sfortuna (è tutto un “tua” e “tua senza ritorno” per scaricare la jella)  mal sopporta. È così che le vite di Monica e Giovanni si intrecciano nuovamente ma stavolta, pur con i mille guai in cui si cacceranno,  sembra nascere una vera storia d’amore che i due vorrebbero ufficializzare con un pranzo nella spiaggia caciarona di Coccia di Morto, con tutta la famiglia allargata. Ed è qui che arriva una sorpresa che sembra preludere a un terzo capitolo, anche se i protagonisti, in conferenza stampa hanno spiegato che non c’è un nuovo progetto. Per ora.