AGI - Gli uccelli marini che compiono volate a lunga distanza possono sperimentare un disallineamento tra il proprio orologio biologico interno e l'ora solare locale, del tutto analogo al jet lag umano. Lo suggerisce uno studio, pubblicato sulla rivista Science, condotto dagli scienziati dell'Università di Oxford. Il team, guidato da Patrick Lewin e Tim Guilford, ha analizzato 20 anni di dati di tracciamento GPS riguardanti 1.045 berte minori atlantiche, scientificamente note come Puffinus puffinus, impegnate in 3.688 viaggi alla ricerca di cibo.
Come funziona
I dati hanno mostrato che al rientro verso est le berte accumulavano fino a un'ora di ritardo circadiano, deviando in senso orario rispetto alla rotta teorica. I modelli statistici hanno confermato la teoria della bussola solare rispetto a spiegazioni alternative basate sul campo magnetico. Lo sfasamento provoca infatti errori nel mantenimento della rotta.
"Studiare i processi cognitivi degli animali in natura - afferma Guilford - è intrinsecamente difficile, per cui è emozionante capire che misurando i loro movimenti naturali con sufficiente precisione possiamo rivelarne i meccanismi comportamentali di fondo".
Nei prossimi approfondimenti, i ricercatori intendono verificare se lo sfasamento biologico alteri comportamenti critici o generi impatti fisiologici dannosi per gli animali, analogamente ai sintomi del jet lag umano. Inoltre, nei giovani uccelli alla prima migrazione senza capacità di correzione continua, piccoli errori potrebbero accumularsi deviando la destinazione di centinaia di chilometri.
Allo stesso tempo, concludono gli autori, l'analisi dei volatili potrebbe offrire spunti su come trattare il jet lag negli esseri umani.