AGI - Le piume degli uccelli moderni (Neornithes) garantiscono un isolamento termico superiore rispetto a quelle degli uccelli primitivi come gli Hesperornithiformi.
Lo studio sulle piume
Lo rivela uno studio, pubblicato sulla rivista 'Current Biology', condotto dagli scienziati del Field Museum di Chicago, del Burke Museum, dell'Universita' di Washington e del Carter County Museum.
Il team, guidato da Jingmai O'Connor, David DeMar Jr., Gregory Wilson Mantilla e Nathan Carroll, ha analizzato un escremento fossile, o coprolite, risalente a circa 66 milioni di anni fa e rinvenuto in Montana.
La ricostruzione 3D e i ritrovamenti
Grazie all'uso della micro-tomografia computerizzata (micro-CT), un'avanzata tecnologia di scansione radiografica a raggi X, il gruppo di ricerca ha ricostruito in 3D e senza danneggiare il reperto il contenuto del fossile.
All'interno hanno individuato squame di pesce, frammenti ossei e le prime piume in assoluto di un 'Hesperornithiforme', un antico uccello acquatico non volatore. Le analisi hanno mostrato che queste piume erano impermeabili ma presentavano ancora elementi primitivi e filamentosi, meno efficienti nel trattenere il calore corporeo rispetto al piumaggio degli uccelli odierni.
Una evoluzione salva vita
Questa differenza strutturale, unita alle modalità di muta, potrebbe spiegare perché solo i Neornithes siano sopravvissuti all'inverno globale causato dall'impatto dell'asteroide 66 milioni di anni fa.
"La piuma che abbiamo analizzato era bellissima e ben conservata - afferma O'Connor - e veniva da una fonte inaspettata. Questo progetto è stato entusiasmante perché nessuno aveva mai pensato di cercare piume nei coproliti".
"I reperti all'interno dello sterco fossile - aggiunge Mantilla - offrono un'incredibile finestra sulle interazioni tra predatori e prede". La scoperta, commentano gli scienziati, dimostra che i coproliti possono conservare reperti biologici tridimensionali eccezionali, spesso migliori di quelli intrappolati nell'ambra. I risultati, concludono gli autori, potrebbero spingere altri paleontologi a utilizzare sistematicamente la tomografia computerizzata per analizzare gli escrementi fossili, aprendo una nuova frontiera per la ricostruzione degli ecosistemi del passato.
Sci/Oll