AGI - A Bologna si celebrano due decenni che hanno cambiato la scienza degli odori: da curiosità scientifica a disciplina standardizzata a livello internazionale. Quasi venti anni fa (la prima edizione del Nose è stata nel 2008) parlare di odori significava spesso confrontarsi con un tema considerato marginale, difficile da misurare e talvolta persino oggetto di ironia.
A Bologna la decima edizione di Nose
Oggi le emissioni odorigene sono riconosciute come una questione ambientale, tecnica, normativa e sociale di primo piano. In questo percorso di trasformazione si inserisce la decima edizione di Nose, International Conference on Environmental Monitoring of Odours and VOCs, in programma a Bologna dal 6 all’8 luglio 2026.
Le mappe degli odori in tempo reale
A Nose 2026 gli esperti internazionali presentano le tecnologie che stanno cambiando il monitoraggio ambientale: sensori mobili, algoritmi predittivi e mappe in tempo reale degli odori. Il congresso, promosso da Aidic con la collaborazione scientifica del Laboratorio Olfattometrico del Politecnico di Milano, rappresenta oggi un punto di riferimento internazionale per ricercatori, imprese, enti di controllo e professionisti impegnati nello studio, nel monitoraggio e nella gestione degli odori e dei composti organici volatili.
La decima edizione segna un traguardo significativo: non soltanto la continuità di un appuntamento scientifico, ma anche la maturità di un settore che negli ultimi due decenni ha cambiato linguaggio, strumenti e rilevanza pubblica.
Dalla percezione soggettiva alla misurazione scientifica
All’inizio degli anni Duemila l’odore era percepito soprattutto come un disagio locale, spesso difficile da tradurre in dati oggettivi. Rumore, polveri e fumi potevano essere misurati e comunicati con maggiore immediatezza; l’odore, invece, sembrava appartenere al campo della percezione soggettiva.
La ricerca scientifica, l’evoluzione delle metodologie di campionamento, l’olfattometria dinamica, i modelli di dispersione, i sistemi strumentali di monitoraggio e il crescente coinvolgimento delle comunità hanno progressivamente trasformato questo scenario.
Odori come indicatori ambientali e sociali
Oggi gli odori non sono più soltanto un fastidio: sono indicatori della relazione tra attività produttive, qualità dell’aria, pianificazione del territorio, gestione dei rifiuti, trattamento delle acque, processi industriali e benessere delle persone. La loro valutazione richiede competenze interdisciplinari e un dialogo sempre più stretto tra scienza, tecnologia, regolazione e percezione sociale.
Tecnologie e partecipazione dei cittadini
La crescita del settore è visibile anche nella nascita e nel consolidamento di laboratori specializzati, nuove tecnologie di monitoraggio, approcci basati su dati in tempo reale e strumenti per la partecipazione dei cittadini.
Evoluzione normativa e criteri condivisi
Parallelamente, il quadro normativo e tecnico si è evoluto, riconoscendo la necessità di criteri condivisi per prevenire, valutare e limitare l’impatto odorigeno di impianti e attività.
Un settore maturo e integrato
La decima edizione di Nose in programma a Bologna valorizza proprio questa evoluzione: da una fase pionieristica, in cui l’obiettivo era dimostrare che gli odori potessero essere studiati con rigore, a una fase più matura, in cui la sfida è integrarli nelle politiche ambientali, nei processi autorizzativi, nella progettazione industriale e nella comunicazione con i territori.
Il ruolo dell’ingegneria chimica
“Con Nose 2026 – dichiara Giuseppe Ricci, presidente Aidic – l’ingegneria chimica italiana conferma la propria capacità di mettere in dialogo ricerca, innovazione industriale e responsabilità ambientale. Questo appuntamento rappresenta un momento di grande valore nel panorama della ricerca e dell’impresa italiana, perché affronta un tema sempre più centrale per la sostenibilità dei processi produttivi, la qualità dei territori e il rapporto tra aziende, istituzioni e cittadini. La decima edizione di Nose testimonia come il contributo della comunità scientifica possa tradursi in strumenti concreti per accompagnare l’evoluzione tecnologica del Paese e rafforzare la competitività delle imprese in una prospettiva di sviluppo sostenibile”.
La trasformazione culturale degli odori
Come sottolinea Selena Sironi, professoressa ordinaria del Politecnico di Milano e responsabile scientifico del Laboratorio Olfattometrico “venti anni fa l’analisi dell’odore faceva sorridere. Oggi il tema delle molestie olfattive preoccupa, divide territori e richiede strumenti sempre più sofisticati per essere compreso. La decima edizione di NOSE racconta questa trasformazione e conferma l’importanza di un confronto internazionale tra chi studia, misura, governa e comunica un fenomeno invisibile ma profondamente presente nella vita quotidiana”.
Qualità della vita e futuro dei territori
“Nose – prosegue sempre Sironi- rappresenta un’occasione particolarmente significativa perché consente di raccontare una trasformazione culturale prima ancora che tecnica: la capacità della scienza di dare forma, misura e strumenti di governo a ciò che per lungo tempo è stato percepito come sfuggente. Parlare di odori oggi significa parlare di qualità della vita, sostenibilità, innovazione, partecipazione pubblica e futuro delle città e dei territori produttivi”.