AGI - Cambiare la propria routine di caccia per sopravvivere alla pesca intensiva. Una forma di adattamento all'ambiente sorprendente, ma che rivela le difficoltà dei delfini tursiopi del Mare Adriatico.
La ricerca scientifica
Questi esemplari, infatti, trascorrono gran parte del loro tempo seguendo i pescherecci a strascico per cibarsi di scarti, un comportamento indotto dal grave impoverimento dell'ecosistema marino causato dalla pesca eccessiva. A rivelarlo uno studio, pubblicato sulla rivista Frontiers in Mammal Science, condotto dagli scienziati di Dolphin Biology and Conservation e della United States Mammal Commission.
Il team, guidato da Giovanni Bearzi, Silvia Bonizzoni e Randall Reeves, ha effettuato 859 ispezioni su pescherecci al largo di Veneto e Marche tra il 2018 e il 2025. Attraverso la tecnica della foto-identificazione delle pinne dorsali, i ricercatori hanno monitorato l'interazione dei delfini con diversi tipi di imbarcazioni, scoprendo che questa particolare specie di delfini prediligono i pescherecci a strascico rispetto ad altri mezzi, in cui le reti sono di difficile accesso. Nelle Marche, riportano gli autori, fino al 76% dei pescherecci viene seguito da questi animali.
Un cambio di rotta auspicabile
Sempre secondo gli studi portati avanti dagli esperti, tra l'86 e il 90% della popolazione locale di tursiopi adotta questa strategia di sopravvivenza altamente rischiosa per nutrirsi. "Trovare prede a sufficienza lontano dai pescherecci in un mare sovrasfruttato può essere troppo difficile - afferma Reeves - per questi animali assumersi tali rischi è più vantaggioso che soffrire la fame". Proprio al fine di preservare queste creature, gli scienziati sollecitano urgenti azioni di conservazione, tra cui la riduzione o il divieto della pesca a strascico, per rigenerare l'habitat marino.
Essendo animali estremamente resilienti, concludono gli autori, i delfini si adatterebbero rapidamente tornando a cacciare in modo naturale e favorendo il ripristino della biodiversità complessiva.