AGI - Le diseguaglianze accelerano l'invecchiamento. E' quanto emerge da una nuova ricerca pubblicata su Nature Human Behaviour. Lo studio, condotto dal team Biosocial del Max Planck Institute for Human Development in collaborazione con la Columbia University di New York, dimostra che la disuguaglianza sociale, come la povertà e il razzismo, è correlata all'invecchiamento biologico misurato nell'epigenoma, noto anche come "orologio epigenetico". Gli orologi epigenetici analizzano i modelli di marcatori chimici sul DNA per stimare l'età biologica di una persona o la velocità con cui il suo corpo invecchia.
Questi strumenti sono sempre più utilizzati dagli scienziati per studiare come l'esposizione ambientale, lo stile di vita e le condizioni sociali influenzino la salute nel corso della vita. Precedenti studi individuali hanno dimostrato che gli orologi epigenetici sono sensibili alle disparità socioeconomiche e razziali o etniche.
Tuttavia, poiché esistono molteplici tipi di orologi epigenetici, non è ancora chiaro quali misure catturino al meglio gli effetti dei determinanti sociali della salute, in quali fasi della vita le esposizioni socioeconomiche influenzino maggiormente l'invecchiamento epigenetico e se le associazioni differiscano in base al sesso o a fattori tecnici come il tessuto in cui vengono raccolti i dati epigenetici. Questo studio integra i risultati di numerosi studi indipendenti, offrendo una verifica completa della coerenza e della robustezza di queste associazioni.
Il legame tra invecchiamento e svantaggio sociale
Lo studio rivela un modello robusto: le persone che vivono in condizioni di svantaggio sociale tendono a mostrare un invecchiamento biologico più rapido, e questa associazione è risultata più forte utilizzando la più recente generazione di orologi epigenetici. Gli orologi di prima generazione, progettati principalmente per stimare l'età cronologica, sono debolmente associati alle condizioni socioeconomiche.
Al contrario, gli orologi di seconda generazione, che riflettono il rischio per la salute e la mortalità, e quelli di terza generazione, che misurano il ritmo dell'invecchiamento, mostrano associazioni sostanzialmente più forti con le condizioni socioeconomiche.
Lo studio indica anche che la disuguaglianza sociale influenza l'invecchiamento biologico fin dalla prima infanzia: i bambini che crescono in condizioni socioeconomiche svantaggiate mostrano già segni di un invecchiamento biologico più rapido, se misurati utilizzando i più recenti orologi epigenetici. Lo studio rileva inoltre che gli adulti cresciuti in famiglie svantaggiate tendono a invecchiare biologicamente più velocemente in età avanzata, anche decenni dopo le esperienze vissute durante l'infanzia.