AGI - La più grande comunità di scimpanze mai osservata al mondo mostra un raro e inquietante caso di divisione interna e violenza mortale tra individui che per anni avevano cooperato.
A documentarlo è uno studio pubblicato sulla rivista Science, condotto da un team dell’Università del Texas a Austin guidato dallo studioso Aaron Sandel.
La comunità di Ngogo in Uganda
I ricercatori hanno analizzato il comportamento sociale degli scimpanzé di Ngogo, nel Parco Nazionale di Kibale, in Uganda, che ospita il più grande gruppo di scimpanzé selvatici conosciuto.
Secondo gli autori, si tratta della prima scissione permanente chiaramente documentata in scimpanzé selvatici, accompagnata da violenza intergruppo.
Una comunità a lungo coesa
Nei primi vent’anni di osservazioni, la comunità di Ngogo si era mostrata fortemente coesa. Gli individui si muovevano tra sottogruppi flessibili, mantenendo legami sociali diffusi, una dinamica tipica della specie.
Questo equilibrio ha iniziato a incrinarsi nel 2015, quando i ricercatori hanno osservato i primi segnali di polarizzazione, con gruppi che tendevano a evitarsi.
Il ruolo della gerarchia e delle perdite
Il cambiamento è coinciso con una modifica nella gerarchia di dominanza maschile ed è avvenuto circa un anno dopo la morte di diversi maschi adulti.
Secondo gli esperti, questi individui svolgevano una funzione di “ponte sociale” all’interno della comunità, contribuendo a mantenerla unita.
La scissione definitiva
Nel 2018, la separazione è diventata completa: gli scimpanzé si sono divisi in due gruppi distinti, ciascuno con un territorio separato.
Tra il 2018 e il 2024, i ricercatori hanno documentato una serie di attacchi letali tra i due gruppi.
Gli attacchi mortali osservati
In totale sono stati registrati sette attacchi contro maschi adulti e 17 contro cuccioli.
«Gli scimpanzé hanno persino ucciso ex membri dello stesso gruppo», spiega Sandel. «Le nuove identità di gruppo stanno soppiantando rapporti di cooperazione costruiti in anni».
Un fenomeno rarissimo tra gli scimpanzé
In molte specie di primati, i grandi gruppi si dividono regolarmente in unità più piccole, spesso per ridurre la competizione per le risorse.
Negli scimpanzé, però, le scissioni permanenti sono straordinariamente rare. Le prove genetiche suggeriscono che avvengano circa una volta ogni 500 anni.
Il confronto con il caso di Gombe
L’unico precedente noto risale agli anni Settanta a Gombe, in Tanzania, documentato da Jane Goodall.
Quel caso è rimasto a lungo dibattuto, anche perché gli animali venivano nutriti dai ricercatori. A Ngogo, invece, gli scimpanzé non sono mai stati alimentati artificialmente e l’osservazione copre un arco di quasi 30 anni.
Cosa ci dice questo studio sull’uomo
«Precisiamo che non si tratta di una guerra civile», sottolinea Sandel, «ma la polarizzazione e la violenza collettiva osservate possono offrire spunti di riflessione sulla nostra stessa specie».
«Se dinamiche relazionali possono generare conflitti letali negli scimpanzé, senza linguaggio, etnia o ideologia, allora negli esseri umani questi marcatori culturali potrebbero essere secondari rispetto a qualcosa di più profondo».
Una possibile lezione di speranza
Secondo Sandel, comprendere queste dinamiche potrebbe aiutarci a ridurre i conflitti sociali.
«Forse – conclude – è nei piccoli gesti quotidiani di riconciliazione e di riavvicinamento tra individui che possiamo trovare vere opportunità di pace».