AGI - Un piccolo osso rinvenuto durante uno scavo archeologico a Cordova potrebbe fornire la prima prova materiale diretta dell'uso degli elefanti da guerra da parte delle truppe cartaginesi in Europa durante la Seconda guerra punica.
La scoperta è stata realizzata da un team internazionale guidato da Rafael M. Martínez Sánchez dell'Universidad de Córdoba, insieme a Agustín López Jiménez, Santiago Guillamón Dávila, Laura Llorente Rodríguez e Antonio Moreno Rosa, con la collaborazione di Arturo Morales Muñiz e Fernando Quesada Sanz dell'Universidad Autónoma de Madrid. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista internazionale Journal of Archaeological Science: Reports.
L'analisi dell'osso carpale
Lo studio riguarda l'analisi di un osso carpale di elefante rinvenuto nel sito archeologico di Colina de los Quemados, identificato con l'oppidum iberico che precedette la fondazione della Cordova romana. Il reperto proviene da un livello stratigrafico legato a un contesto militare databile tra il IV e il III secolo avanti Cristo, in piena epoca punica presso il sito di Colina de los Quemados, nel sud della Spagna. Il reperto è stato rinvenuto durante uno scavo archeologico preventivo condotto nel 2020 nell'area dell'antico oppidum iberico, abbandonato dopo la rifondazione romana della città.
Il contesto stratigrafico in cui è emerso l'osso è associato a strutture produttive, crolli edilizi e a materiali bellici – tra cui proiettili litici per artiglieria e reperti numismatici – che rimandano con alta probabilità agli eventi della Seconda guerra punica (218-201 a.C.) in Hispania. La datazione al radiocarbonio colloca l'osso tra il IV e il III secolo a.C., un arco temporale compatibile con la presenza delle armate cartaginesi nella Penisola Iberica. Secondo gli autori, il ritrovamento potrebbe rappresentare il primo elemento anatomico noto in Europa attribuibile a un elefante utilizzato dalle truppe puniche, finora documentate quasi esclusivamente attraverso fonti letterarie e iconografiche.
Da Annibale alla prova concreta
L'uso degli elefanti come "macchine da guerra" è uno dei simboli più potenti dell'immaginario legato a Annibale Barca, celebre per la traversata delle Alpi con il suo esercito. Sebbene il ritrovamento di Cordova non sia collegato direttamente a quell'episodio, lo studio rafforza l'ipotesi che gli elefanti da guerra fossero effettivamente presenti e operativi nei teatri europei del conflitto, in particolare in Iberia, uno dei principali fronti della guerra contro Roma.
Gli autori sottolineano come il trasporto di resti osteologici di elefante sia altamente improbabile in assenza dell'animale vivo: le ossa carpali non avevano valore simbolico né utilità artigianale. Ciò rafforza l'interpretazione del reperto come testimonianza indiretta ma concreta della presenza fisica dell'animale sul campo.
La scoperta apre nuove prospettive nello studio archeozoologico delle guerre puniche e contribuisce a colmare il divario tra racconto storico e prova materiale, restituendo una dimensione più tangibile a una delle pagine più celebri della storia militare del Mediterraneo antico.