AGI - Una mano robotica capace di staccarsi dal braccio a cui è collegata, muoversi autonomamente e afferrare oggetti come farebbe un piccolo robot indipendente, potrebbe cambiare il modo in cui i sistemi robotici interagiscono con l'ambiente. È quanto descrive uno studio pubblicato questa settimana su Nature Communications, che presenta una mano robotica 'detachable' progettata per superare i limiti strutturali delle mani artificiali tradizionali.
Le mani robotiche sono spesso ispirate alla mano umana, considerata uno degli strumenti più versatili in natura. Tuttavia, questa impostazione comporta anche vincoli significativi: una struttura asimmetrica che consente la presa solo da un lato e una portata limitata alla lunghezza del braccio robotico. Caratteristiche che possono rendere difficoltose operazioni come il recupero di oggetti fuori portata, la manipolazione simultanea di più elementi o l'accesso a spazi ristretti.
Architettura simmetrica e prototipi 'detachable'
Il nuovo dispositivo, sviluppato da Xiao Gao e colleghi del Politecnico federale di Losanna (EPFL), adotta invece un'architettura simmetrica che consente alla mano di afferrare oggetti da entrambi i lati. I ricercatori hanno realizzato due versioni del prototipo: una a cinque dita e una a sei dita, quest'ultima con un palmo di circa 16 centimetri di diametro. In entrambe le configurazioni, la mano può staccarsi dalla base montata sul braccio robotico e muoversi autonomamente strisciando sul piano di lavoro.
Prestazioni e versatilità della presa
Gli esperimenti mostrano che la mano è in grado di recuperare fino a tre oggetti in sequenza, mantenendo una presa sicura anche durante il riaggancio al braccio. Il dispositivo ha dimostrato di poter afferrare e trattenere diversi oggetti di uso quotidiano, oltre a sostenere carichi fino a 2 chilogrammi. Secondo gli autori, la mano è capace di replicare 33 diversi tipi di presa umana, un livello di versatilità raro nei sistemi robotici attuali.
Applicazioni e futuro della robotica modulare
La possibilità di separare la mano dal braccio amplia in modo significativo il raggio d'azione del robot, consentendogli di raggiungere aree altrimenti inaccessibili e di operare in ambienti complessi o confinati. Questa architettura consente nuove modalità di interazione con l'ambiente, aprendo la strada a sistemi più flessibili e adattabili. Le potenziali applicazioni spaziano dalla robotica industriale a quella di servizio, fino a scenari di esplorazione e intervento in ambienti pericolosi. In prospettiva, la tecnologia è cruciale per operazioni di manutenzione, recupero di oggetti e logistica avanzata.
Gli autori sottolineano che ulteriori studi saranno necessari per migliorare l'autonomia, il controllo e l'integrazione del sistema in piattaforme robotiche più complesse. Tuttavia, il lavoro rappresenta un passo significativo verso robot dotati di arti modulari, capaci non solo di afferrare, ma anche di muoversi e agire in modo indipendente.