AGI - Un asteroide grande quasi come otto campi da calcio e capace di completare una rotazione completa in meno di due minuti è stato individuato grazie ai primi dati del Vera C. Rubin Observatory: si tratta dell'oggetto più grande mai osservato con una velocità di rotazione così estrema. La scoperta è descritta in uno studio pubblicato su 'The Astrophysical Journal Letters' da un team internazionale guidato da Sarah Greenstreet, astronoma dell'Nsf-Doe Vera C. Rubin Observatory e dell'Nsf NoirLab, insieme a ricercatori dell'Università di Washington e di altri istituti. L'asteroide, denominato '2025 MN45', ha un diametro di circa 710 metri e ruota su se stesso ogni 1,88 minuti, una velocità incompatibile con la struttura tipica degli asteroidi "a cumulo di macerie", tenuti insieme solo dalla gravità. I dati indicano che l'oggetto deve possedere una coesione interna paragonabile a quella della roccia solida, suggerendo un'origine o una storia evolutiva diversa rispetto alla maggior parte degli asteroidi della fascia principale.
L'analisi si basa su osservazioni raccolte durante la fase di commissioning del Rubin Observatory tra aprile e maggio 2025 e rappresenta il primo studio scientifico sottoposto a revisione paritaria realizzato con i dati della Lsst Camera, la più grande fotocamera digitale mai costruita. "Questo asteroide deve essere composto da un materiale estremamente resistente per riuscire a rimanere integro a una velocità di rotazione così elevata", spiegano gli autori, sottolineando come il risultato apra nuove prospettive sullo studio della composizione interna e della storia collisionale degli asteroidi.
Nuove popolazioni di corpi celesti veloci
Oltre a '2025 MN45', il team ha identificato altri 18 asteroidi super e ultra-rapidi, dimostrando che il Rubin Observatory è già in grado, prima ancora dell'avvio ufficiale della Legacy Survey of Space and Time, di individuare popolazioni di piccoli corpi finora difficili da osservare. "Il Vera C. Rubin Observatory troverà oggetti che non sapevamo nemmeno di dover cercare", afferma Luca Rizzi, responsabile dei programmi Nsf per le infrastrutture di ricerca, mentre Aaron Roodman, deputy head di Lsst allo Slac National Accelerator Laboratory, sottolinea che la combinazione tra la velocità di osservazione e la sensibilità dello strumento permetterà di rivoluzionare lo studio degli asteroidi nel prossimo decennio.