Le ipotesi degli scienziati sulla foto della Nasa con il sole che sorride

Le ipotesi degli scienziati sulla foto della Nasa con il sole che sorride

Nell'immagine catturata dalla Nasa, il trio di chiazze che compongono il "viso" (occhi, naso, bocca) e che non può esser visto a occhio nudo perché si trova nello spettro ultravioletto, sarebbero i cosiddetti buchi coronali, o sezioni leggermente più fredde dello strato esterno del sole, che di solito hanno una temperatura di circa 10.000 gradi Fahrenheit

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© Robert Nemeti / ANADOLU AGENCY / Anadolu Agency via AFP 
- Immagine del sole  

AGI - Chi da bambino ha immaginato e disegnato un sole che ride, è scientificamente dimostrato, ha visto giusto. Lo scrive il Washington Post nel dare la notizia che la scorsa settimana il Solar Dynamics Observatory della Nasa ha catturato un'immagine del nostro sistema solare che assomiglia allo Stay Puft Marshmallow Man di "Ghostbusters", il sole "Teletubbies" con faccia da bambino.

L’effetto di questa immagine è controverso, perché potrebbe essere sia positiva sia negativa, nel senso che “potrebbe segnalare problemi per i sistemi di telecomunicazioni del pianeta”, riferisce il quotidiano.

Nell'immagine catturata dalla Nasa, il trio di chiazze che compongono il "viso" (occhi, naso, bocca) e che non può esser visto a occhio nudo perché si trova nello spettro ultravioletto, sarebbero i cosiddetti buchi coronali, o sezioni leggermente più fredde dello strato esterno del sole, che di solito hanno una temperatura di circa 10.000 gradi Fahrenheit.

Ma i fori coronali non sono solo forme interessanti che si muovono sulla superficie del sole, sono anche “aree ad alta attività di campo magnetico che inviano costantemente vento solare - o un flusso di protoni, elettroni e altre particelle - nell'universo”, cosicché “più che una faccina sorridente, i suoi occhi sono come raggi laser scintillanti che inviano particelle che possono causare gravi perturbazioni all'atmosfera sulla Terra", sostiene  Brian Keating, professore di fisica all'Università di San Diego in California.

Il risultato è che quando le particelle che trasportano carica elettrica colpiscono il pianeta in piccole dosi potrebbero seguire aurore colorate che producono spettacoli brillanti causati dai gas dell'atmosfera e che interagiscono con i getti di energia del sole. 

Ma “i problemi arrivano se un numero enorme di minuscole particelle colpisce la Terra”, dice Keating, perché “invece d’esser risucchiate nel campo magnetico terrestre, potrebbero essere captate dalle antenne radio e interrompere la radio, tv e altri canali di comunicazione”. Insomma, una forte tempesta solare potrebbe persino danneggiare le reti elettriche e causare interruzioni di corrente, secondo lo scienziato.

Ma mentre le immagini di un sole sorridente sono state catturate in precedenza, ad esempio nel 2013 dopo essersi “mangiato una cometa” o nel 2014, quando la Nasa l’ha soprannominato “Sole di zucca”, pensando ad Halloween, lo scenario peggiore descritto da Keating non si è verificato per quasi due secoli. 

Infatti, l'ultima intensa tempesta geomagnetica che ha colpito la Terra così tanto è stata l'evento di Carrington del 1859, che “ha causato incendi in diverse stazioni telegrafiche quando le aurore sono emerse nelle regioni tropicali”, riferisce il Times che attribuisce al fisico questo pronostico: “Un evento enorme come quello è atteso da tempo, ovvero “gli scienziati s’aspettano che ciò accada in media percentualmente un paio di volte l’anno”.

"Abbiamo schivato tutti questi proiettili magnetici per così tanto tempo" che ora “potrebbe essere davvero spaventoso e le conseguenze potrebbero essere molto più drammatiche, specialmente nella nostra attuale società dipendente dalla tecnologia", ipotizza Keating.

La tempesta di particelle avrebbe dovuto verificarsi nella notte di Halloween, Forse l’abbiamo scampata.