Il marchio Patagonia ceduto a una no-profit per salvare l'ambiente

Il marchio Patagonia ceduto a una no-profit per salvare l'ambiente

Con moglie e figli, Yvon Chouinard, ha trasferito l'azienda di abbigliamento creata nel 1973 a un fondo per un valore di 3 miliardi di dollari, e ad un'organizzazione senza scopo di lucro, per destinare i profitti alla battaglia contro i cambiamenti climatici

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© EMILIANO LASALVIA / NurPhoto / Afp 
- Surf in Patagonia
 

AGI - La motivazione ufficiale con cui Yvon Chouinard, l'eccentrico scalatore di montagne diventato un miliardario riluttante con la sua interpretazione non convenzionale del capitalismo, ha ceduto l'azienda e il marchio Patagonia, è questa: per combattere il cambiamento climatico e proteggere i terreni non sviluppati in tutto il mondo.

Per la verità, con moglie e figli l’ha solo trasferita a un fondo per un valore di circa 3 miliardi di dollari, fondo progettato ad hoc e a un'organizzazione senza scopo di lucro. La somma dei profitti annuali di Patagonia, 100 milioni di $ l’anno, saranno destinati ora alla battaglia per l’ambiente.

Ma cos’è Patagonia? È una società privata che fa profitti con sede a Ventura, in California, che vende ogni anno più di 1 miliardo di dollari di giacche, cappelli e pantaloni da sci. Il signor Chouinard l’ha fondata nel 1973 e l'azienda è stata una delle prime a scoraggiare, di fatto, i consumatori dall'acquistare i suoi prodotti, con una pubblicità del Black Friday sul New York Times che recitava così: "Non comprare questa giacca".

L'azienda ha ceduto l'1% delle sue vendite per decenni, principalmente ad attivisti ambientali di base. E negli ultimi anni, la compagnia è diventata più attiva politicamente, arrivando al punto di citare in giudizio l’amministrazione Trump pur di proteggere il monumento nazionale di Bears Ears. Lui è un personaggio sui generis.

Per esempio, in qualità di pioniere dell'arrampicata nella Yosemite Valley in California negli anni '60, “il signor Chouinard viveva fuori dalla sua macchina e mangiava lattine danneggiate di cibo per gatti che comprava per cinque centesimi l'una” e ancor oggi “indossa vecchi vestiti logori, guida una Subaru malconcia e divide il suo tempo tra le modeste case di Ventura e Jackson, nel Wyo. Il signor Chouinard non possiede un computer o un cellulare”, riferisce il quotidiano.

Ma ora la famiglia Chouinard, che fino al mese scorso controllava il marchio, non è più proprietaria dell'azienda. Il 2% delle azioni complessive è entrato in una società nuova che si chiama Patagonia Purpose Trust.

I Chouinard hanno poi donato l'altro 98 per cento della Patagonia, le sue azioni ordinarie, a un'organizzazione no-profit di nuova costituzione chiamata Holdfast Collective, che ora riceverà tutti i profitti dell'azienda e utilizzerà i fondi per combattere il cambiamento climatico.

Spogliandosi della maggior parte dei loro beni in vita, osserva il New York Times, “i Chouinard - Yvon, sua moglie Malinda e i loro due figli, Fletcher e Claire, tutt’e due sulla quarantina - si sono affermati tra le famiglie più caritatevoli del paese”.

Nel frattempo, Patagonia ha già donato 50 milioni di dollari al “trust collettivo” e prevede di contribuire con altri 100 milioni di dollari quest'anno, rendendo la nuova organizzazione un attore importante nella filantropia climatica.

E adesso che i profitti dell'azienda saranno utilizzati per proteggere il pianeta, Mr. Chouinared dichiara: "Mi sento un grande sollievo ad aver messo un po’ d’ordine nella mia vita. Per noi questa era la soluzione ideale”.