Le microplastiche che inquinano l'Artico vengono dal bucato

Le microplastiche che inquinano l'Artico vengono dal bucato

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© Philippe Roy/Aurimages/AFP - Il Mare Artico attorno alle coste della Groenlandia

AGI - Le fibre di poliestere costituiscono quasi i tre quarti dell'inquinamento da microplastica nell'Artico e probabilmente provengono dalla produzione tessile e dal bucato domestico. Sapevamo già che le microplastiche sono presenti nell'Artico, ma una nuova ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Communications, fa luce sulla fonte di questi minuscoli frammenti.

Peter Ross dell'Università della Columbia Britannica in Canada e i suoi colleghi hanno esaminato campioni di acqua di mare prelevati da 71 località in tutto l'Artico, da 3 a 8 metri sotto la superficie. Le microplastiche erano presenti in tutti i campioni tranne uno per un totale in media di circa 40 particelle microplastiche per metro cubo di acqua di mare. I ricercatori hanno scoperto che le fibre sintetiche costituivano il 92 per cento dell'inquinamento microplastico in questi campioni e il 73 per cento di questo è poliestere.

Le microplastiche sono pezzi di plastica di dimensioni inferiori a 5 millimetri. Sono fatti deliberatamente per essere piccoli, come le microsfere nei prodotti per la cura personale, oppure si sono formati dalla rottura di plastiche più grandi. Quelle provenienti da fibre di poliestere spesso possono essere piccole anche un centesimo di millimetro.

C'è un forte sospetto che il bucato, l'abbigliamento e i tessuti stiano giocando un ruolo significativo nella contaminazione degli oceani del mondo con microfibre", afferma Ross. I ricercatori hanno scoperto che ci sono più microplastiche nelle acque artiche orientali che in quelle dell'Artico occidentale.

"Nell'Artico orientale, abbiamo trovato tre volte più microplastiche, il che supporta l'idea che abbiamo più microplastiche in arrivo dal lato dell'Atlantico, piuttosto che dal lato del Pacifico", afferma Anna Posacka del team di Ocean Wise, un'organizzazione per la conservazione marina. "C'è un forte sospetto che il bucato, l'abbigliamento e i tessuti stiano giocando un ruolo significativo nella contaminazione degli oceani del mondo con microfibre", afferma Ross. "Ha il potenziale di avere un impatto catastrofico a diversi livelli della catena alimentare", aggiunge. "

Ogni volta che mettiamo la lavatrice, rilasciamo migliaia di pezzi di plastica", afferma Christian Dunn della Bangor University nel Regno Unito, che non è stato coinvolto nella ricerca. Azioni semplici come l'utilizzo di filtri per bucato e raccoglitori in microfibra possono rimuovere fino al 95 per cento delle fibre perse dalle lavatrici e scaricate dalle asciugatrici.