Si chiama Dormio lo strumento che consente di manipolare i sogni

Si chiama Dormio lo strumento che consente di manipolare i sogni

Il team del Mit di Boston ha influenzato con successo i sogni della maggior parte dei partecipanti all'esperimento che sono stati spinti a sognare un albero e una fontana di cioccolato

scoperto sistema per manipolazione dei sogni

© ROBYN BECK / AFP - Fontana di cioccolato

AGI - Impiantare idee e pensieri specifici nei sogni delle persone per aiutarle ad aumentare la creatività o a gestire momenti particolarmente stressanti. Questo l’obiettivo, descritto in un articolo pubblicato sulla rivista Consciousness and Cognition, dagli esperti del Massachusetts Institute of Technology (MIT), che hanno utilizzato l’incubazione mirata dei sogni (TDI) per guidare i sogni delle persone verso tematiche specifiche, ripetendo le informazioni durante lo stato ipnagogico, che caratterizza la transizione dalla veglia al sonno.

“La fase ipnagogica – spiega Tomás Vega del MIT Media Lab e coautore dell’articolo – è generalmente associata ai sogni sui fenomeni psichedelici. La nostra tecnica utilizza uno strumento chiamato Dormio, un dispositivo di tracciamento del sonno elettronico che si indossa al polso, e un’applicazione che invia i segnali audio”.

Il team ha influenzato con successo i sogni della maggior parte dei partecipanti, che sono stati spinti a sognare un albero e una fontana di cioccolato. “Dal punto di vista delle onde cerebrali – continua Pattie Maes del MIT Media Lab, primo autore dello studio – l’ipnagogia è simile alla fase REM, con la differenza che in questo lasso di tempo gli individui riescono ancora a percepire gli stimoli audio. In tal modo l’utente può decidere cosa sognare, programmando l’app per influenzare il contenuto onirico”.

Il rilevatore del sonno, spiegano gli autori, monitora quindi la frequenza cardiaca e l'attività elettrodermica, cambiamenti nella resistenza della pelle a una piccola corrente elettrica basata sull'attività delle ghiandole sudoripare. Ogni sessione ha avuto una durata di circa 45 minuti, in modo da consentire agli sperimentatori di effettuare più di un controllo sul contenuto dei sogni dei partecipanti, a cui veniva chiesto cosa stessero pensando a seguito del risveglio dopo la fase ipnagogica.

“Il 67 percento delle persone – osserva il ricercatore – ha riportato elementi direttamente legati alle influenze. Chiedevamo con gli audio di ricordare un albero, e la maggior parte delle persone menzionavano alberi al risveglio, con descrizioni più o meno complesse a seconda di quanto tempo il partecipante sognava”.

Lo stesso autore Tomás Vega si è sottoposto alla procedura, influenzando il proprio materiale onirico e sognando la fabbrica di cioccolato del lungometraggio con Gene Wilder. “Ci sono sempre dei vincoli – spiega – ho sognato la caratteristica fontana di cioccolato e gli Oompa Loompa, ma dato che sono intollerante al lattosio, il mio subconscio mi ha mostrato una cascata di fondente. Credo che sia davvero interessante poter influenzare il contenuto dei sogni”.

“Oltre a beneficiare gli scienziati – conclude Maes – il nostro lavoro potrebbe portare a nuove tecnologie commerciali che vanno oltre il monitoraggio del sonno e potrebbero potenzialmente aiutare a gestire disturbi dovuti allo stress, alla qualità del sonno, alla memoria e all’apprendimento”.