Arriva lo scienziato robot: a lui il lavoro, ai ricercatori le idee 

Arriva lo scienziato robot: a lui il lavoro, ai ricercatori le idee 

Ha un costo approssimativo di circa 110mila euro e può lavorare senza sosta. È il frutto di un lavoro sinergico di robotica, intelligenza artificiale e informatica avanzata

scienziato robot per aiutare la ricerca

© Marco Bertorello/AFP - Il robot domestico R1 realizzato dall'Istituto italiano di tecnologia di Genova

AGI - Ha un costo approssimativo di circa 110mila euro e può lavorare senza sosta durante le varie fasi della ricerca: si tratta di un robot programmabile sviluppato dagli esperti dell’Università di Liverpool e descritto in un articolo della Royal Society of Chemistry.

“Il nostro ricercatore programmabile – spiega Benjamin Burger dell’Università di Liverpool – può funzionare autonomamente, e questo ci consente di eseguire gli esperimenti direttamente da casa e di velocizzare notevolmente le scoperte scientifiche”. La strategia elaborata dal team di scienziati si basa sul lavoro sinergico di robotica, intelligenza artificiale e informatica avanzata, implementate in modo da consentire ai ricercatori di proseguire gli studi nonostante l’emergenza sanitaria e l’isolamento.

“In un momento particolare come questo – aggiunge Andy Cooper, collega e coautore di Burger– in cui è importante mantenere le distanze e allo stesso tempo continuare a cercare soluzioni efficaci per la gestione delle sfide globali, il nostro ricercatore robotico potrebbe rivelarsi estremamente utile: non prova noia, stanchezza, confusione o bisogno di riposare”. 

Gli autori sottolineano che il dispositivo è in grado di svolgere i compiti con grande velocità, il che consente agli scienziati di concentrarsi sull’innovazione e le nuove teorie. “Il ricercatore robotico – precisa Burger – può inoltre condurre esperimenti più rischiosi, ad esempio in ambienti di laboratorio più difficili o che prevedano l’uso di sostanze tossiche”.

L’idea degli esperti inglesi è quella di realizzare un gran numero di queste soluzioni, distribuite nei centri di ricerca di tutto il mondo e collegate a un cervello elettronico centralizzato. “Siamo ancora lontani da una realtà del genere – commenta Deirdre Black, responsabile della ricerca e dell'innovazione presso la Royal Society of Chemistry – ma è il futuro che speriamo. Potrebbe consentire agli scienziati di tutto il mondo di innovare alla massima velocità possibile, esplorare problemi più grandi e più complessi, come la decarbonizzazione, la prevenzione e il trattamento delle malattie e la pulizia dell'aria. Sarebbe efficiente, rapido e sicuro”.