L'organoide cresciuto in laboratorio che 'produce' capelli umani

L'organoide cresciuto in laboratorio che 'produce' capelli umani

Studio di un team di scienziati della Stanford University: "Grazie a questa metodologia possiamo produrre capelli e tessuti epiteliali umani senza necessariamente doverli prelevare da un individuo"

creato organoide per produrre capelli

© THOMAS SAMSON / AFP -

Un team di scienziati della Stanford University e del Boston Children's Hospital sostiene di aver realizzato un organoide, un gruppo di cellule cresciuto in laboratorio, che potrebbe consentire enormi passi in avanti nella ricerca di un metodo in grado di arrestare la caduta dei capelli.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, descrive l'utilizzo di cellule staminali pluripotenti, quelle presenti durante le prime fasi dello sviluppo embrionale e che poi di specializzano come cellule specifiche. "Grazie a questa metodologia possiamo produrre capelli e tessuti epiteliali umani senza necessariamente doverli prelevare da un individuo", afferma Benjamin Woodruff, studente neolaureato presso il laboratorio della Stanford University. "Per la prima volta potremmo avere una fonte praticamente illimitata di follicoli piliferi umani per la ricerca", commenta Karl Koehler, che ha guidato lo studio.

"Avere accesso a tessuti dotati di follicoli piliferi e in grado di sviluppare peluria potrebbe aiutare la scienza a comprendere meglio la crescita e lo sviluppo dei capelli, il che potrebbe aiutarci a ideare un modo per invertire il processo di caduta precoce di peli e capelli", osservano gli autori.

"Abbiamo analizzato per mesi delle colture di cellule staminali, controllando e manipolando le condizioni di crescita in modo da ottenere un organoide a più strati dotato di follicoli piliferi, ghiandole sebacee e circuiti nervosi, il che apre la strada a una serie di possibili applicazioni del nostro studio", aggiunge Koehler, sottolineando che quando l'organoide è stato impiantato sul dorso di alcuni topi, sul 55 per cento dei tessuti è stata osservata la crescita di peluria.

"Saranno necessari ulteriori studi, ma speriamo di poter contribuire allo sviluppo di nuove metodologie terapeutiche in una varietà di campi applicativi", concludono i ricercatori.