Scoperti nei pipistrelli del Myanmar altri 6 ceppi di virus 'parenti' del Covid

Scoperti nei pipistrelli del Myanmar altri 6 ceppi di virus 'parenti' del Covid

La ricerca dello Smithsonian's Global Health Program  ha riguardato 11 specie di questi mammiferi volanti: in tre sono risultate presenti le nuove forme virali. Ma è presto per dire se siano trasmissibili all'uomo

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© AFP - Pipistrelli nella grotta di Linno Gu, nel Myanmar

Gli scienziati dello Smithsonian's Global Health Program hanno trovato sei nuovi ceppi di coronavirus in diverse specie di pipistrelli, appartenenti alla stessa famiglia del SARS-CoV2, ma non strettamente correlati geneticamente all'attuale epidemia.

L'articolo è stato pubblicato su Plos One. Con quasi 2 milioni di casi confermati e un bilancio delle vittime che supera le 119 mila unità, il Covid-19 si è rivelato una grave minaccia globale e ha costretto la popolazione mondiale ad adottare misure di quarantena per arginarne la diffusione.

"Questi nuovi ceppi sono stati trovati su tre diverse specie di pipistrelli: lo Scotophilus heathii, il Chaerephon plicatus e l’Hipposideros larvatus. Ulteriori studi ci consentiranno di capire se questi nuovi ceppi hanno o meno il potenziale di trasmissione tra le specie e i presumibili pericoli di questi virus", afferma Marc Valitutto del Global Health Program.

"Le pandemie virali ci ricordano quanto la salute dell'essere umano sia strettamente collegata con il benessere ambientale e quello della fauna selvatica. In tutto il mondo le interazioni con gli animali selvatici si verificano con frequenza crescente. Per questo, se comprendessimo meglio la diffusione di questi virus negli e tra gli animali, potremmo ridurre il loro potenziale pandemico", prosegue il ricercatore.

Il suo team ha raccolto campioni di saliva e feci di 11 diverse specie di pipistrelli in alcune zone del Myanmar, al confine con India e Bangladesh, ottenendo oltre 750 campioni da maggio 2016 ad agosto 2018. "Abbiamo confrontato poi i coronavirus trovati con quelli noti, scoprendone ben sei completamente sconosciuti, ai quali sono stati assegnate le denominazioni PREDICT-CoV-47, -82, -90, -92, -93 e -96", precisa ancora Valitutto. 

 "Molti coronavirus potrebbero non rappresentare un rischio per gli esseri umani, ma se identificassimo queste malattie prima che possano trasmettersi "inter-species" abbiamo un'opportunità in più per indagare approfonditamente sulla potenziale minaccia. Ricerca, studio, osservazione e istruzione sono gli strumenti migliori che abbiamo per prevenire le pandemie", conclude Suzan Murray, direttrice dello Smithsonian's Global Health Program e coautrice dello studio.