Il ghiacciaio più profondo della Terra rischia di sciogliersi

Il ghiacciaio più profondo della Terra rischia di sciogliersi

Il Denman Canyon si trova nell'Antartico Orientale e raggiunge i 3.500 metri sotto il livello del mare

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© LEEMAGE VIA AFP - Antartide

Il Denman Canyon è il cratere ghiacciato più profondo del nostro pianeta. Si trova nell'Antartico Orientale, raggiunge i 3.500 metri sotto il livello del mare e presenta una significativa vulnerabilità allo scioglimento. Lo sostengono gli scienziati dell'agenzia spaziale americana, che hanno pubblicato un rapporto sulla rivista Geophysical Research Letters dell'American Geophysical Union per riportare i dati raccolti dai radar satellitari dal 1996 al 2018.

"Lo scioglimento del Denman Canyon provocherebbe un innalzamento del livello del mare di circa 1,5 metri. Non possiamo sapere al momento quanto tempo il processo impiegherebbe, perché ci sono diversi fattori in gioco che attualmente non possiamo prevedere", spiega Virginia Brancato, del Jet Propulsion Laboratory della Nasa.

"Quello che possiamo e dobbiamo fare è raccogliere più informazioni per monitorare l'evoluzione del ghiacciaio", commenta la ricercatrice. Il suo team sostiene che il processo di scioglimento non stia avvenendo in maniera simmetrica, ma che il lato occidentale del ghiacciaio sia molto più vulnerabile.

"Questo potrebbe dipendere dalla presenza di una cresta sepolta sul fianco orientale che protegge quella zona. I ghiacciai dell'Antartide orientale sono generalmente considerati stabili, quasi quiescenti. Ma credo che Denman rappresenti al momento il ghiacciaio più a rischio di scioglimento di quest'area", aggiunge Eric Rignot, ricercatore per la Nasa.

"Non abbiamo ancora informazioni complete sul movimento dell'acqua. Dobbiamo studiare i fenomeni che interessano questi ghiacciai per poter elaborare modelli funzionali", commenta Emma Smith, ricercatrice presso l'Istituto Alfred Wegener in Germania. "La nostra visione di questi ghiacciai sta lentamente cambiando. Alcune aree, prima ritenute stabili o quiescenti, sono ora di grande interesse scientifico", concludono i ricercatori.