AGI - Un caso sospetto di peste polmonare in Siberia ha riacceso l'attenzione su una malattia che la memoria collettiva associa quasi esclusivamente al Medioevo. Nell'ultima puntata del podcast Agi in salute, approfondiamo la notizia insieme alla professoressa Serena Vita, infettivologa presso la Sapienza Università di Roma e l'Ospedale Sant'Andrea. L'esperta spiega le caratteristiche fondamentali del batterio Yersinia pestis, soffermandosi sulla variante polmonare, la forma più aggressiva poiché trasmissibile da persona a persona tramite goccioline respiratorie.
Terapie moderne e prevenzione dei contagi
Rispetto alle epidemie del passato, l'approccio terapeutico odierno permette di contrastare l'infezione con antibiotici d'uso comune, a patto di intervenire tempestivamente entro le prime 24 ore dalla comparsa dei sintomi. Poiché il batterio sopravvive naturalmente in serbatoi animali selvatici come marmotte e roditori, la sua eradicazione totale risulta impossibile, rendendo prevedibile la presenza di focolai isolati in specifiche aree geografiche.
L'intervista rassicura comunque sulla gestione di questi eventi: la rapidità dei tracciamenti, le misure di isolamento e la profilassi ai contatti stretti impediscono la diffusione su larga scala. Il caso siberiano si trasforma così in un richiamo alla sorveglianza epidemiologica continua e all'adozione del principio One Health, fondamentale per tutelare l'equilibrio tra salute umana, animale e ambientale.