AGI - I ricercatori della Wake Forest University School of Medicine hanno identificato una proteina che favorisce la diffusione di una forma aggressiva di cancro al seno al cervello, permettendole di eludere le difese immunitarie dell'organismo. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Neuro-Oncology.
Lo studio ha scoperto che SIRPα, una proteina nota soprattutto per la sua funzione di regolazione delle cellule immunitarie, sembra agire anche all'interno delle cellule del carcinoma mammario triplo negativo (TNBC).
Come SIRPα favorisce la diffusione del tumore
Nei modelli preclinici, livelli più elevati di questa proteina hanno aumentato la probabilità di diffusione delle cellule tumorali, indebolendo al contempo la risposta immunitaria del cervello contro di esse.
Il carcinoma mammario triplo negativo (TNBC) è una forma aggressiva di tumore al seno che non presenta tre marcatori comunemente utilizzati per guidare il trattamento. Rispetto a molti altri tumori mammari, ha una maggiore tendenza a sviluppare metastasi cerebrali, dove le opzioni terapeutiche restano limitate e la prognosi è spesso sfavorevole.
I nuovi risultati offrono una possibile spiegazione di come le cellule TNBC formino tumori nel cervello e identificano SIRPα come un potenziale bersaglio per future ricerche terapeutiche. Tuttavia, i risultati sono preclinici e saranno necessari ulteriori studi prima che questo approccio possa essere valutato nei pazienti.
Il ruolo dell'ambiente cerebrale e del sistema immunitario
«La biologia delle metastasi cerebrali è incredibilmente complessa e abbiamo urgente bisogno di metodi migliori per prevenirle e curarle», ha affermato David R. Soto-Pantoja, autore corrispondente dello studio e professore associato di biologia del cancro presso la Wake Forest University School of Medicine.
Secondo il ricercatore, i risultati suggeriscono che SIRPα contribuisce a rendere le cellule tumorali più aggressive, modificando contemporaneamente l'ambiente cerebrale in modi che ne favoriscono la sopravvivenza.
Analizzando dati clinici e campioni tumorali umani, i ricercatori hanno riscontrato livelli più elevati di SIRPα nelle cellule di tumori al seno triplo negativo, soprattutto nei casi in cui il cancro si era diffuso al cervello. Inoltre, livelli più elevati della proteina risultavano associati a esiti clinici peggiori tra le pazienti affette da TNBC.
Mitocondri e mobilità delle cellule tumorali
Gli esperimenti di laboratorio hanno suggerito che SIRPα modifica il comportamento dei mitocondri, le strutture cellulari responsabili della produzione di energia.
Nelle cellule tumorali caratterizzate da elevati livelli della proteina, i mitocondri si frammentavano in unità più piccole attraverso un processo chiamato fissione mitocondriale. Questa trasformazione rendeva le cellule cancerose più mobili e più propense a diffondersi nei modelli studiati.
Fibronectina e indebolimento della microglia
I ricercatori hanno inoltre scoperto che SIRPα aumenta la produzione di fibronectina, una proteina fondamentale per fornire struttura e supporto alle cellule.
La fibronectina sembrava compromettere la risposta della microglia, il sistema di difesa immunitario del cervello. Con un'esposizione ripetuta a questa proteina, la microglia diventava meno efficace nell'innescare processi infiammatori e nell'attaccare le cellule tumorali.
«Uno dei risultati più interessanti è stato osservare come le cellule tumorali riescano a indebolire la risposta delle cellule immunitarie del cervello», ha spiegato Soto-Pantoja. «Questo crea un ambiente più favorevole alla crescita e alla sopravvivenza delle cellule cancerose, e SIRP sembra svolgere un ruolo chiave in questo processo».
Possibile bersaglio per nuove terapie
Per la ricerca sono stati analizzati dati clinici, campioni tumorali di pazienti ed esperimenti che coinvolgevano cellule tumorali del seno, cellule immunitarie e mitocondri. Gli studiosi hanno inoltre utilizzato modelli preclinici progettati per riprodurre la diffusione del tumore al cervello.
In diversi modelli sperimentali, la riduzione o l'inibizione di SIRPα ha rallentato la crescita del tumore, diminuito il numero di cellule cancerose presenti nel cervello e ritardato la comparsa delle metastasi cerebrali.
L'inibizione della proteina ha inoltre invertito alcune delle modifiche biologiche che consentivano alle cellule tumorali di sfuggire alla risposta immunitaria cerebrale, rafforzando l'ipotesi che SIRPα possa rappresentare un promettente bersaglio per future strategie terapeutiche contro il tumore al seno triplo negativo.