USA, boom di infezioni intestinali e vendite di insalata in picchiata
- Insalata in cucina
AGI - Negli Stati Uniti si registra una preoccupante impennata di casi di infezione da Cyclospora, un parassita microscopico che sta colpendo duramente la popolazione in oltre trenta Stati, con numeri particolarmente elevati nel Midwest.
Il microrganismo, che contamina i prodotti freschi, è responsabile di una severa forma di gastroenterite che sta seminando una paura serpeggiante negli americani, e che in poco tempo e stata capace di modificare radicalmente le loro abitudini di consumo e mettere in forte crisi la ristorazione e il settore delle verdure pronte.
Il segno distintivo della ciclosporiasi è una forma di diarrea acquosa particolarmente aggressiva ed esplosiva, che nei casi più gravi costringe le persone a rimanere isolate in bagno per giorni. A questo quadro si aggiungono forti crampi addominali, gonfiore, nausea, spossatezza e un drastico calo di peso.
I sintomi compaiono solitamente tra i due giorni e le due settimane successivi all'ingestione dell'alimento contaminato. Sebbene l'infezione non risulti letale e sia trattabile con una specifica terapia antibiotica, se trascurata può protrarsi per intere settimane, portando a gravi forme di disidratazione. In questo quadro decisamente non idilliaco, il rischio di ospedalizzazione riguarda circa un paziente su undici, con una vulnerabilità decisamente maggiore per i bambini piccoli, gli anziani e i soggetti immunodepressi.
Ma in che modo la malattia si ripercuote sul mercato alimentare? L'impatto psicologico dell'epidemia ha generato una forte diffidenza verso i prodotti freschi, provocando un immediato contraccolpo economico. Molti ristoranti, in particolare quelli con menù interamente a base vegetale, stanno registrando cali di fatturato quantificabili in migliaia di dollari a settimana.
I consumatori, preoccupati di contrarre il batterio, infatti, tendono a evitare l'acquisto di insalate, al punto che una fetta consistente di clienti chiede esplicitamente di eliminare la lattuga, il coriandolo o i mix di verdure dai propri piatti (anche grandi catene di fast-food hanno dovuto rimuovere temporaneamente la lattuga dai propri menù in via precauzionale). Il timore si concentra soprattutto sui preparati confezionati e sulle insalate in busta. Questo perché i kit già pronti sono storicamente considerati veicoli ideali per la diffusione del parassita, a causa dei numerosi passaggi di lavorazione a cui sono sottoposti.
Il parassita della Cyclospora è estremamente resistente e possiede la capacità di aderire saldamente alla superficie di frutta e verdura, rendendo un "semplice" lavaggio sostanzialmente inefficace. Di fronte a questa emergenza, le autorità sanitarie e gli esperti hanno suggerito alcune strategie di contenimento del rischio.
Per evitare contatti con il batterio, è preferibile acquistare ceppi di lattuga od ortaggi interi anziché quelli pretagliati, eliminando sempre i due o tre strati di foglie più esterni. Inoltre è sempre meglio privilegiare alimenti da sbucciare (come banane e mandarini) e cuocere i cibi fino a raggiungere una temperatura interna di almeno 70 °C. Infine, ultimo ma non meno importante, igienizzare a fondo gli ambienti della cucina e mantenere separati i prodotti non ancora lavati da quellii pronti al consumo o dalle carni crude, pulendo costantemente le mani e le superfici di lavoro.