AGI - Un recettore del sistema del complemento, CD46, e il fattore di trascrizione Sp1 collaborano per regolare la funzione dei linfociti T umani, favorirne la sopravvivenza e sopprimere la trascrizione del virus Hiv nelle cellule infette. È il risultato di uno studio pubblicato su Science Immunology da Parul Singh del National Heart, Lung, and Blood Institute e colleghi, che identifica un nuovo meccanismo coinvolto nella risposta immunitaria e suggerisce un possibile ruolo del recettore nel controllo della persistenza virale durante la terapia antiretrovirale.
CD46 è un recettore del sistema del complemento che, una volta attivato, avvia segnali intracellulari attraverso i suoi domini citoplasmatici CYT-1 e CYT-2 regolando l'espressione di numerosi geni. Studi precedenti avevano già mostrato il suo coinvolgimento nella differenziazione dei linfociti T helper 1 (TH1) e avevano evidenziato come diversi batteri e virus patogeni utilizzino questo recettore per entrare nelle cellule umane. Inoltre, mutazioni di CD46 sono state associate a una ridotta risposta immunitaria, infezioni ricorrenti e maggiore suscettibilità ai virus, ma i meccanismi intracellulari responsabili di queste funzioni erano rimasti poco chiari.
Scoperto il meccanismo molecolare nei linfociti umani
Per chiarire questo aspetto, i ricercatori hanno analizzato linfociti CD4 umani identificando il fattore di trascrizione Sp1 come partner molecolare del dominio citoplasmatico CYT-1 di CD46. Una volta formato il complesso, CYT-1 favorisce il legame di Sp1 con il Dna e aumenta l'espressione dei geni coinvolti nella differenziazione dei linfociti TH1, nel metabolismo delle cellule CD4 naive e nelle loro funzioni immunitarie.
Lo studio mostra inoltre che l'interazione tra CYT-1 e Sp1 regola l'assorbimento dei nutrienti, preserva l'integrità dei mitocondri e limita i segnali che conducono alla morte cellulare programmata, contribuendo così alla sopravvivenza dei linfociti T. Gli esperimenti condotti in vitro hanno evidenziato anche un effetto diretto sul virus Hiv. Il legame tra CYT-1 e Sp1 sopprime infatti la trascrizione dei geni virali nelle cellule T infette, suggerendo che questo asse di regolazione possa contribuire a contenere la replicazione del virus.
Le implicazioni sulla persistenza del virus e le cure future
Gli autori hanno inoltre osservato anomalie nella via di segnalazione CYT-1-Sp1 in persone con Hiv sottoposte a terapia antiretrovirale che presentavano una soppressione incompleta della carica virale. Questa associazione indica che CD46 potrebbe avere un ruolo nei meccanismi che consentono al virus di persistere nonostante il trattamento.
Secondo i ricercatori, il recettore potrebbe contribuire anche alla regolazione dei serbatoi virali, aprendo nuove prospettive per comprendere la persistenza dell'infezione. "Questi risultati suggeriscono implicazioni più ampie per l'immunità, la persistenza virale e le malattie associate a un'alterata regolazione del sistema del complemento", scrivono gli autori. Saranno tuttavia necessari ulteriori studi per chiarire i meccanismi coinvolti e valutare le possibili applicazioni terapeutiche di questa scoperta.