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Alte temperature, umidità, costumi da bagno indossati troppo a lungo e l'esposizione a cloro, sale e sabbia possono alterare l'equilibrio dell'ambiente vaginale e favorire la comparsa di infezioni e irritazioni. A richiamare l'attenzione sui rischi estivi per la salute intima femminile è Letizia Carotenuto, consigliera della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica (FNOPO), che invita ad adottare semplici misure preventive e a non trascurare eventuali sintomi persistenti.
"L'estate può rappresentare un periodo critico per il benessere intimo femminile", spiega Carotenuto. "Il calore e l'umidità creano un microclima favorevole alla proliferazione di batteri e funghi, mentre il prolungato contatto con il costume bagnato e l'azione irritante di sale marino, sabbia e cloro rendono le mucose più vulnerabili". In questo periodo, osserva la consigliera della FNOPO, aumentano infatti i casi di vaginiti, candidosi e cistiti, favorite anche dalle alterazioni del pH vaginale.
I 5 consigli dell'ostetrica per la prevenzione quotidiana
La prevenzione parte soprattutto dai comportamenti quotidiani. Secondo la consigliera della FNOPO, ecco le buone pratiche da seguire:
- Sostituire il costume bagnato: Secondo l'ostetrica è importante sostituire il costume bagnato subito dopo il bagno, evitando di lasciarlo asciugare direttamente sulla pelle.
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Scegliere i tessuti giusti: È inoltre consigliabile indossare biancheria intima preferibilmente di cotone bianco e scegliere abiti non troppo aderenti, così da favorire la traspirazione e ridurre l'umidità nella zona genitale.
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Usare sempre il telo pulito: Un'altra buona pratica consiste nell'utilizzare sempre un telo pulito per sedersi sulla sabbia o sul bordo della piscina, limitando il contatto diretto con superfici che possono rappresentare un veicolo di contaminazione batterica. Anche mantenere una corretta idratazione, ricorda Carotenuto, contribuisce a ridurre il rischio di infezioni delle vie urinarie.
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Evitare l'eccesso di igiene: Tra gli errori più frequenti figura invece l'eccesso di igiene. "Dal punto di vista ostetrico è necessario sfatare la convinzione che lavarsi molto protegga maggiormente la salute intima", osserva Carotenuto. "L'eccesso di igiene può diventare il primo nemico dell'equilibrio vaginale". La vagina, infatti, possiede un ecosistema naturale costituito da biofilm e lattobacilli che mantengono un ambiente acido e rappresentano una barriera contro batteri e funghi. Per questo motivo le lavande vaginali interne sono fortemente sconsigliate. "Non solo eliminano il muco protettivo, ma alterano improvvisamente il pH, favorendo proprio quelle infezioni che si vorrebbero evitare". Anche l'uso frequente di detergenti molto schiumogeni, aggressivi o profumati può compromettere il film idrolipidico della vulva, provocando secchezza, microabrasioni e irritazioni.
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Rispettare la fisiologia e la direzione del lavaggio: "La parola chiave è equilibrio", sottolinea la consigliera della FNOPO. "La vagina possiede naturali meccanismi di autodetersione e autoripristino e l'igiene deve rispettarne la fisiologia". Per la detersione quotidiana sono consigliati acqua tiepida oppure detergenti specifici con pH acido e privi di profumazioni irritanti. È inoltre importante eseguire sempre l'igiene intima procedendo dalla parte anteriore verso quella posteriore, per evitare il trasferimento di batteri dalla zona anale a quella vaginale, e risciacquare con acqua dolce l'area genitale dopo ogni bagno in mare o in piscina.
Attenzione ai segnali: quando rivolgersi all'esperto
Carotenuto invita infine a prestare attenzione ai segnali dell'organismo. Prurito o bruciore persistenti, modificazioni dell'odore o del colore delle perdite vaginali, dolore durante i rapporti sessuali o bruciore alla minzione sono sintomi che non devono essere sottovalutati.
Se una lieve irritazione esterna può risolversi spontaneamente migliorando l'igiene e utilizzando abiti traspiranti nell'arco di 24-48 ore, in presenza di sintomi persistenti o intensi è opportuno evitare l'automedicazione e rivolgersi tempestivamente all'ostetrica o al ginecologo per una diagnosi corretta e un trattamento mirato.
"L'ostetrica non si occupa soltanto della gravidanza e della nascita, ma accompagna la donna lungo tutto l'arco della vita, promuovendo prevenzione, consapevolezza e benessere", conclude Carotenuto. "Quando nasce un dubbio o compare un sintomo, il confronto tempestivo con l'ostetrica rappresenta il primo passo per prevenire complicanze e tutelare la salute".