A che punto è lo sviluppo del vaccino cinese

A che punto è lo sviluppo del vaccino cinese

I risultati sulle prime due fasi di sperimentazione non sono volti a valutare l'efficacia del vaccino, che verrà determinata solo con i risultati sugli studi riguardanti la fase 3 di sperimentazione clinica. Il Coronavac è al momento in fase 3 di test clinici in Brasile, dove la sperimentazione è ripresa dopo un breve stop, Indonesia e Turchia

covid sviluppo vaccino cinese

© Xinhua / Agf 
- Un laboratorio cinese per lo sviluppo di vaccini

AGI - Coronavac, il vaccino contro il Covid-19 basato sul virus inattivato sviluppato dal gruppo farmaceutico cinese Sinovac, produce una risposta immunitaria rapida, ma il livello anticorpi che produce è inferiore a quello di persone che hanno superato la malattia.

Sono i risultati preliminari fondati sulle prime due fasi di test clinici in Cina, con oltre 700 partecipanti, pubblicati sulla rivista The Lancet Infectious Diseases. "Le nostre conclusioni dimostrano che il Coronavac è in grado di indurre una rapida risposta di anticorpi nelle quattro settimane dall'immunizzazione, con due dosi vaccino a 14 giorni di intervallo", secondo Zhu Fengcai, uno degli autori dello studio, secondo cui questo risultato rende il vaccino idoneo all'uso di emergenza.

I risultati sulle prime due fasi di sperimentazione non sono volti a valutare l'efficacia del vaccino, che verrà determinata solo con i risultati sugli studi riguardanti la fase 3 di sperimentazione clinica. Il Coronavac è al momento in fase 3 di test clinici in Brasile, dove la sperimentazione è ripresa dopo un breve stop, Indonesia e Turchia.

Il vaccino di Sinovac non ha finora generato effetti avversi gravi e può essere conservato anche in un normale frigorifero a una temperatura tra i 2 e gli 8 gradi e rimanere stabile per un periodo fino a tre anni, mentre quelli di Pfizer-BioNTech e Moderna richiedono temperature più basse di conservazione.

Intanto, anche i vaccini sviluppati da altre due case farmaceutiche cinesi, Sinopharm e CanSino, entrambi parte del programma di somministrazione di emergenza, si sono dimostrati sicuri e in grado di produrre risposta immunitaria nelle prime due fasi di sperimentazione clinica.