Allarme in Piemonte per la 'febbre Q' che viene dalle capre

Puo' contagiare anche l'uomo provocando febbre alta, forti dolori alle articolazioni, infezioni polmonari. Per ora 10 casi nelle valli tra l'Ossola e il Canton Ticino. 

febbre q capre

Tecnicamente si chiama Coxiella Burnetii ed è un parassita delle capre. Ma può contagiare anche l'uomo provocando febbre alta, forti dolori alle articolazioni, infezioni polmonari. È la cosiddetta "Febbre Q", che sta determinando una certa preoccupazione nelle zone di confine tra l'Ossola e il Canton Ticino, Piemonte e la Svizzera.

È in allarme in modo particolare la zona delle valli vicine alla Vallemaggia, l'area del basso Ticino nel quale da alcuni giorni si sono verificati alcuni episodi di questa malattia. Sono al momento almeno una decina i casi trattati dall'ospedale della zona, ma la dimensione del fenomeno non è stata ancora completamente definita.

Il focolaio sarebbe stato individuato in cinque allevamenti di capre che si trovano a breve distanza l'una dall'altra nella zona di Avegno-Gordevio, a pochi chilometro da Locarno, e vicinissimo al valico italiano di confine di Ponte Ribellasca in val Vigezzo. La preoccupazione è generata soprattutto dalla facilità con cui il batterio si propaga dall'animale all'uomo.

La malattia viene trasmessa attraverso l'inalazione dei batteri, ma il passaggio può avvenire anche tra animale e animale, e interessare anche altre specie. Da qui la preoccupazione nelle vallate che temono la diffusione dell'infezione agli allevamenti che pascolano vicino al confine. Per ridurre al minimo i rischi di infezione, l'ufficio del veterinario cantonale elvetico ha ordinato la vaccinazione di tutti gli animali delle aziende interessate, il divieto di ogni movimento da e per l'azienda (ma non il trasferimento estivo in alpeggio), la disinfezione di stalle e apparecchiature.

Sono state prese anche misure che riguardano il cibo, come l'obbligo di pastorizzazione e il divieto di vendita di formaggio a base di latte crudo, per evitare la trasmissione attraverso prodotti caseari, considerata comunque improbabile. "Se non in casi rarissimi - dice il medico cantonale Giorgio Merlani - la malattia non si trasmette da persona a persona".

Il veterinario cantonale Luca Bacciarini evita ogni catastofismo: "La Coxiella burnetii- ha spiegato ai microfoni della Radio della Svizzera italiana - è un batterio comunemente presente nella popolazione non solo caprina, ma anche ovina e bovina, oltre che in animali selvatici. Nelle bestie puo' causare infertilità, aborti o parti difficili. Per questo, comunque, in generale le persone pià facilmente contagiate sono gli allevatori stessi e i veterinari. La probabile concausa di questa improvvisa diffusione fra gli esseri umani va ricercata nella primavera secca e ventosa, ambiente in un cui la Coxiella sopravvive molto bene"

Le autorità sanitarie svizzere considerano il fenomeno "sotto controllo". Al momento non sono segnalati casi in territorio italiano. Ma resta alta la soglia di attenzione nel Verbano Cusio Ossola.



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