(AGI) - Roma, 19 mar. - Un'agenda "globale" che offra una risposta "complessiva" all'emergenza terrorismo, un messaggio deciso contro la proliferazione delle armi nucleari e la necessita' di ricorrere al dialogo multilaterale per risolvere le dispute territoriali, tanto in Ucraina quanto nel Mar cinese. Questi i punti principali che Italia e Giappone porteranno sul tavolo del G7 dei ministri degli Esteri che si svolgera' a Hiroshima il 10 e l'11 aprile prossimi, secondo quanto esposto in una conferenza stampa congiunta dai capi delle diplomazie dei due paesi, Paolo Gentiloni e Fumio Kishida, conferenza stampa seguita a un incontro bilaterale durato quasi due ore nel quale sono state inoltre approfondite le prospettive di cooperazione economica tra Roma e Tokyo, che quest'anno festeggiano i 150 anni di relazioni diplomatiche. "Oltre a preparare il G7 di aprile, abbiamo guardato ai nostri rapporti bilaterali, eccellenti sul piano economico e culturale: Italia e Giappone sono due paesi lontani geograficamente ma molto vicini per tanti aspetti, che hanno una convergenza molto forte sui punti affrontati dal G7", ha sottolineato Gentiloni, "le grandi crisi che abbiamo davanti sono globali, sfide come il terrorismo e l'immigrazione non riguardano solo la Ue ma sono fondamentali per l'agenda globale e quindi anche per il Giappone; di fronte a una minaccia globale come il terrorismo serve una risposta complessiva, certamente anche sul terreno militare e della sicurezza ma che passi anche per risorse economiche e un'operazione sociale e culturale, una sfida culturale che Italia e Giappone porteranno nell'agenda del G7". Su questi fronti, ha proseguito l'inquilino della Farnesina, "i due paesi condividono due principi: il primo e' che i rapporti commerciali e il libero scambio sono alla base della prosperita', della possibilita' di far nascere una classe media e stabilizzare un paese in difficolta; il secondo e' il metodo del dialogo, di fronte alle crisi bisogna esibire fermezza - lo abbiamo fatto in Ucraina - ma e' sempre fondamentale tenere aperta la porta del dialogo".
La convergenza sulla questione ucraina e' un punto che va sottolineato, e non solo perche' sia Italia che Giappone puntano a una posizione di equilibrio: ricostruire un dialogo costruttivo con Mosca senza per questo farle sconti. Per Kishida schierarsi a favore dell'integrita' territoriale di Kiev significa aspettarsi che l'Occidente adotti lo stesso approccio a proposito della disputa tra Tokyo e Pechino sulle isole Senkaku (Diaoyu per i cinesi), che sta diventando sempre piu' tesa. In un briefing con i giornalisti successivo alla conferenza stampa, il portavoce di Kishida, Masato Otaka, ha sottolineato che non solo "non c'e' alcun accordo" ma la situazione "non sta affatto migliorando", tanto che le piattaforme petrolifere cinesi attive nell'arcipelago conteso, ha spiegato Otaka, sarebbero salite nel frattempo da quattro a sedici. Gentiloni ha quindi fatto appello alla necessita' di "risolvere in modo pacifico le dispute territoriali nel Mar Cinese orientale e meridionale senza azioni unilaterali, questioni che interessano tutta la comunita' internazionale e quindi il G7". Kishida, da parte sua, ha rimarcato che i paesi del G7 devono essere "uniti nell'affrontare le politiche che riguardano la Russia", ovvero la crisi ucraina. Nondimeno, ha aggiunto il ministro degli Esteri nipponico, "e' importante mantenere un dialogo con un paese il cui ruolo costruttivo e' fondamentale nella risoluzione degli scenari di crisi nello scacchiere mediorientale". I temi globali sono, quindi, globali per tutti. Se il Giappone, anche attraverso un sempre maggior protagonismo nelle azioni di peace-keeping e di sostegno allo sviluppo in Africa, sta guardando con sempre maggiore attenzione ad Ovest, allo stesso modo l'Europa deve guardare a Est. Tra i problemi globali, ha affermato Kishida, ci sono anche quelli relativi all'Asia, nell'ottica di "affermare il diritto internazionale sui mari, il diritto di navigazione e l'opposizione a ogni tentativo di cambiare lo status quo". E, da questo punto di vista, l'Occidente, i cui rapporti economici con il Dragone sono sempre piu' stretti, puo' sicuramente giocare un ruolo nella normalizzazione delle relazioni tra Tokyo e Pechino. Infine, la questione della minaccia nucleare di Pyongyang, tema nei confronti del quale Kishida non puo' non avere una grandissima sensibilita': e' nato a Hiroshima ed e' nella 'citta' martire' che ha voluto il prossimo G7. "La comunita' internazionale deve esprimere una ferma condanna nei confronti di azioni quali gli esperimenti nucleari, i lanci di missili balistici e i rapimenti", ha sottolineato, richiamando "il sogno di un mondo senza armi nucleari". "Il fatto che il G7 si svolga a Hiroshima e' l'opportunita' per dare alla comunita' internazionale questo messaggio: le armi nucleari non sono un problema del passato ma attuale e contemporaneo, un messaggio importante contro la proliferazione spero sia il messaggio del G7", ha chiosato Gentiloni che, rispondendo alla domanda di un cronista nipponico, si e' detto disposto a visitare il Museo della Pace in occasione del vertice. La persona che Kishida piu' spera di condurre sui luoghi della catastrofe, per fargli toccare con mano le conseguenze degli orrori del disastro nucleare, e' pero' un'altra: il segretario di Stato americano John Kerry. Se cio' avvenisse, si tratterebbe di un evento non meno storico dell'imminente visita a Cuba del presidente Barack Obama. (AGI)
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