(AGI) - Roma, 15 feb. - La "versione ristretta" del nuovo governo libico presentata ieri sera non ha convinto tutte le parti in Libia, ma dovrebbe comunque riuscire a incassare la fiducia del parlamento in esilio a Tobruk. Il futuro esecutivo di unita' nazionale prevede 13 ministeri piu 5 ministri senza portafoglio rispettando in tal senso le indicazioni del parlamento libico in esilio a Tobruk (che avrebbe gia' dovuto votare oggi l'esecutivo ma ha rmandato a domani la fiducia), che aveva bocciato il 19 gennaio la lunga lista contenete i nomi di ben 32 ministri.
Ma le personalita' del nuovo governo guidato dal premier incaricato Fayez al Sarraj scelte nei colloqui di Skhirat, in Marocco, continuano a non convincere tutti. Ali al Qatarani, esponente del Consiglio di presidenza libico, si e' ritirato dalle consultazioni marocchine senza apporre la sua firma alla nuova squadra governativa. "Almeno 45 deputati sui 200 del parlamento di Tobruk non voteranno la fiducia al nuovo esecutivo", ha preannunciato al Qatarani, rappresentante dell'area di Brega, importante citta' nel Golfo della Sirte. Anche il vicepremier Omar al Aswad, rappresentante della Cirenaica nel Consiglio di presidenza libico, non ha sottoscritto la lista dei nuovi 13 ministri, polemizzando per la presunta mancanza di trasparenza nella loro scelta. Il voto di fiducia del parlamento di Tobruk, a questo punto, potrebbe
essere deciso da un pugno di voti.
Se anche il voto di domani dovesse saltare i deputati del parlamento libico in esilio nell'est del paese si sono dati come scadenza ultima lunedi' prossimo, 22 febbraio, considerato che al Sarraj ha presentato solo domenica sera poco prima di mezzanotte l'elenco dei ministri. Lo ha detto oggi il deputato libico Mustafa Abu Shuqqur, commentando la lista dei del nuovo governo diffusa ieri dal Consiglio di presidenza libico. "Speriamo che il nuovo esecutivo e il parlamento possano iniziare a lavorare a Tripoli da subito", ha detto Shuqqur, intervistato dall'emittente televisiva "al Libya". "La maggior parte dei deputati di Tobruk - ha aggiunto - sono favorevoli a questo nuovo governo e lunedi' prossimo voteranno per la sua fiducia". Il parlamentare ha inoltre aggiunto che il voto di fiducia sara' "su tutto il governo e non sui singoli ministri". Sono 134 i voti necessari per garantire la fiducia al nuovo governo di unita' nazionale. Tolti i 45 deputati di Brega, il fronte pro-governo dovrebbe scendere a 155 seggi su 200, con un margine di 21 parlamentari sulla maggioranza assoluta. Decisivi potrebbero essere i voti dei deputati fedeli al vicepremier al Aswad: quest'ultimo, tuttavia, ha lasciato intendere che non intende appoggiare il nuovo governo.
Il vicepremier libico e membro del
Consiglio di presidenza, Ali al Majbari, ha ammesso che "la
squadra di governo presentata a Skhirat certamente non
accontentera' tutte le parti in causa della crisi libica, ma
convincera' la maggioranza a difendere l'unita' nazionale".
Commentando per i media libici la presentazione del nuovo
governo, che dovra' ricevere la fiducia del parlamento in
esilio a Tobruk, al Majbari (esponente delle fazioni
politiche al potere a Tripoli, dove ha sede il governo non
riconosciuto dalla comunita' internazionale) ha spiegato che
"i deputati libici saranno in grado di prendere la giusta
decisione: siamo riusciti a conservare l'unita' del
consiglio di presidenza facendo delle concessioni, perche'
abbiamo fatto prevalere l'idea della riconciliazione
nazionale". Intanto al Aswad ha denunciato mancanza di
trasparenza nella scelta dei ministri, la violazione delle
regole e la scelta di persone inadatte.
"Per questo mi sono ritirato dalla
riunione e non ho firmato", ha detto il rappresentante della
Cirenaica nel Consiglio di presidenza libico. Parlando
all'emittente televisiva "al Libya", al Aswad ha aggiunto
che "uno dei ministri e' accusato di corruzione: non faro'
ricorso ma chiedo al parlamento di assumersi le proprie
responsabilita'. Abbiamo ricevuto una lista con i nomi gia'
pronta, senza poterne discutere o leggere i loro
curriculum". Il nodo principale che aveva impedito sinora
un'intesa era l'assegnazione del ministero della Difesa che
sara' affidato a Mahdi al Burghuthi, personalita'
considerata vicina al generale Khalifa Haftar, comandante
dell'Esercito libico fedele al parlamento di Tobruk. Al
ministero dell'Interno, invece, ci sara' al Arif al Khojah,
mentre il dicastero della Giustizia e' stato assegnato ad
Abdullah al Darsi.
Il ministero degli Esteri viene
affidato Mohammed Taha Siala, il dicastero del Tesoro a
Fakher Miftah Boufarna, mentre il compito di guidare il
dicastero delle Autonomie locali sara' di Badad Qansu
Masoud. Per il ministero della Sanita' il nome e' quello di
Omar Bashir al Taher, con agli Affari sociali Qadi Mansur al
Shafi, e al dicastero della Pianificazione al Taher al Hadi
al Jahimi. A chiudere la lista Milad Mohammed Matuq al
ministero delle Comunicazioni, Abdel Mutlab Abu Fura
all'Economia, Mohammed Khalifa al Aubi all'Istruzione e Ali
Qalma Mohammed che guidera' il dicastero del Lavoro. I
segretari di stato, invece, sono cinque: Mustafa al Asati
con delega alle donne e lo sviluppo; Mohannad Said Younes
con l'incarico segretario di stato per i detenuti, i feriti
e i dispersi; Iman Mohammad Bin Yunus ai rapporti con le
istituzioni; Abdel Jawad Faraj al Obeidi che sara'
sottosegretario per la riconciliazione nazionale; e Yusuf
Abu Bakr che gestire le questioni relative a migranti e
profughi.
Da una prima analisi della
composizione del governo emerge che per il ministero della
Difesa e' stato confermato il colonnello Mahdi al Burghuthi,
lo stesso nome indicato anche nella precedente lista di 32
ministri bocciata da Tobruk. Nato nel 1968 a Bengasi, negli
anni del liceo e' stato espulso perche' aveva manifestato
idee politiche ostili al regime. Nel 1985 ha frequentato
l'accademia militare e successivamente si e' laureato in
ingegneria. Durante questo periodo e' stato sottoposto al
controllo dei servizi segreti per attestarne la fedelta' al
governo. Nel 2004 ha conseguito il grado di colonnello
nell'Esercito libico guidato allora da Muhammar Gheddafi. El
Barghthy e' stato molto attivo nel corso della rivoluzione
del 2011 che ha portato alla caduta del regime. Dopo aver
portato con se' un'unita' speciale dell'Esercito libico, el
Barghthy ha combattuto durante la guerra civile sul fronte
di Brega, importante citta' costiera al centro del Golfo
della Sirte, ed e' stato responsabile delle prime linee di
difesa della citta' di Bengasi durante la contro-offensiva
tentata dal regime. Durante il conflitto e' stato ferito al
braccio destro. Secondo l'emittente televisiva "al Jazeera",
il nuovo ministro della Difesa libico e' attualmente il capo
militare delle brigate fedeli al generale Haftar.
Il neo nominato ministro degli
Esteri libico, Mohamed al Taher Siala, e' un diplomatico di
carriera che ha lavorato nei ministeri degli Esteri e della
Cooperazione internazionale sotto il governo dell'ex
dittatore libico Muhammar Gheddafi. Non e' ancora chiaro a
quale fazione politica o tribale appartenga, ma Siala ha
servito nel 2008 come inviato speciale di Gheddafi in
Giappone ed e' uno dei firmatari di un documento di Tripoli
a sostegno della precedente lista di 32 ministri presentata
dal premier incaricato, Fayez Sarraj, e poi bocciata dal
parlamento di Tobruk. La dichiarazione, osteggiata dai
Fratelli musulmani e alle milizie filo-islamiste che
controllano attualmente la capitale libica, invita inoltre a
lavorare per salvaguardare il paese da regionalismi,
estremismi, e da tutti coloro che intendono trarre profitto
personale dall'attuale situazione in cui verte la Libia.
Poche sono le informazioni disponibili Aref Saleh al Khoga,
nominato per il dicastero dell'Interno, una delle
istituzioni piu' delicati nel futuro governo libico. Di lui
si sa che ha servito come ministro dell'Interno nella breve
parentesi del governo di Ahmed Maiteeq dal maggio al giugno
2014. (AGI)
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