(AGI) - Milano, 19 gen. - "Morire di inedia, morire di fame, e' una cosa terribile ed inaccettabile". Tommy Simmons, fondatore di Amref Italia, commenta cosi' l'allarme del World Food Programm. Sarebbero, infatti, oltre 14 milioni le persone che in Africa dovranno affrontare la fame a causa dello scarso raccolto dello scorso anno. "In questo inizio del 2016 - spiega Simmons - gli esperti di tutto il mondo prevedono che il fenomeno climatico che chiamiamo el Nino mettera' a rischio di fame decine di milioni di persone nel continente africano".
La lista dei paesi a rischio e' impressionante: Malawi, Zimbabwe, Etiopia, Sud Sudan, Somalia, Sudan hanno i piu' grandi numeri di bocche da sfamare, ma l'agricoltura e' in ginocchio anche in Nigeria, in Ciad, nella Repubblica Centrafricana e addirittura nel ricco Sud Africa, ma la lista prosegue ancora con Kenya, Uganda, Congo e Gabon.
"Anche Amref - continua Simmons - ha lanciato un appello per l'Etiopia. Secondo il World Food Programme, nell'Etiopia centrale e orientale fino a 15 milioni di persone nel 2016 si troveranno ad affrontare una grave e forte insicurezza alimentare. Secondo l'Unicef ci sono 11 milioni di bambini a rischio di morte per fame.
"Chi si occupa di queste cose - aggiunge Simmons - e' al corrente della situazione e dei rischi da tempo e molti paesi sono gia' molto in avanti con i preparativi per mitigare gli effetti del clima, preoccupa pero' il massiccio costo attuale delle tante crisi in atto e le scarse risorse a disposizione della comunita' internazionale per affrontare anche questa crisi. Purtroppo, se il 2015 e' stato un anno terribile, anche per il 2016 per tanti le prospettive sono drammatiche, soprattutto nei paesi piu' fragili afflitti da conflitti interni".
L'appello di Amref vuole essere anche un monito a fare di piu' e , soprattutto, a prevenire situazioni emergenziali che possono essere previste. "E' una cosa terribile - conclude Simmons - e orribile e mentre periodicamente il mondo intero si ripromette 'mai piu'', ciclicamente il mondo intero si risveglia e reagisce soltanto quando in troppi sono gia' caduti nel baratro. Sapere che una cosa accadra' non e' sufficiente per spronare l'uomo all'azione: prima di indignarsi deve vedere i morti. Posso solo augurarmi che quest'anno le persone di buona volonta' contribuiscano a lenire gli effetti della natura sulle popolazioni piu' fragili prima di vedere immagini intollerabili alla televisione". (AGI)
Fea