(AGI) - Palermo, 13 apr. - Dal Ballo dei diavoli alle suggestioni arbereshe, passando per le sfilate degli incappucciati. La Pasqua in Sicilia si colora di rimandi antichi e di linguaggi multiformi. Un susseguirsi di rappresentazioni e processioni nella Settimana Santa che rievocano i momenti centrali della fede in tantissimi modi, sedimentati nella cultura popolare e nella coscienza di chi vi partecipa. Confraternite, costumi, simulacri e riti tra devozione e profano.
A Palermo spettacolari processioni del dramma doloroso di Cristo morto e della "Scinnuta Addulurata", un rito risalente al 1600. A Trapani la Processione dei Misteri del Venerdi' Santo nel corso della quale vengono portate a spalla pesantissime statue di legno, i "misteri", la cui fattura risale a vari secoli fa e che rappresentano le varie scene della passione di Cristo. Cosi' a Caltanissetta con sedici statue raffiguranti le varie stazioni della Via Crucis che attraversano il capoluogo. E ancora a Enna il Venerdi' Santo e' segnato dalla processione di antiche corporazioni delle arti e dei mestieri riconosciute fin dai tempi dei sovrani spagnoli, i cui circa duemila confratelli, incappucciati nei costumi propri delle singole confraternite, sfilano portando su vassoi i 25 simboli del Martirio di Gesu'. Seguono poi, nel silenzio piu' assoluto, le "vare" del Cristo morto e dell'Addolorata. A Piana degli Albanesi folklore e spiritualita' arbereshe con celebrazioni della Pasqua bizantina, qui come a Contessa Entellina, Mezzojuso, Palazzo Adriano e Santa Cristina Gela.
Il profano, si diceva: a Terrasini "Festa di li Schietti" e i protagonisti sono gli "schietti" cioe' gli scapoli del paese che si cimentano nell'alzata di un albero di arancio amaro e con destrezza lo fanno roteare; gesto simbolo della forza e dell'eros. Il Ballo dei diavoli di Prizzi e' invece una spettacolare festa: a Pasqua la morte e i diavoli porteranno scompiglio e tenteranno di impedire l'incontro tra la Madonna e il Cristo risorto. Alla fine verranno sconfitti ma daranno vita ad una delle feste pasquali piu' belle di Sicilia. Ad Adrano appuntamento con la sacra rappresentazione settecentesca della Diavolata e dell'Angelicata. A Montelepre dal 1761 le sue vie vengono abitate da oltre quattrocento personaggi biblici. A Santa Cristina Gela il venerdi' dell'ultima settimana di Quaresima si canta in lingua albanese il canto della Resurrezione di Lazzaro; il Venerdi' santo si interpreta invece in siciliano il canto della Passione. A Caccamo in scena "U Signuruzzu a Cavaddu", cerimonia di origine orientale, che vanta il titolo della piu' antica manifestazione tradizionale. A Ramacca la "Scisa a' cruci", deposizione del Cristo morto in una teca e portato in processione per tutto il paese dagli incappucciati. (AGI)
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