(AGI) - Catania, 2 mar. - Nove dipendenti di Riscossione Sicilia in servizio a Catania sono indagati dalla procura etnea per abuso d'ufficio continuato in concorso. Sono accusati di avere favorito politici, tra cui tre deputati regionali, che avevano debiti col fisco cancellando un fermo amministrativo e chiudendo illecitamente procedure esecutive di pignoramento. Un danno all'erario regionale quantificato, secondo una prima stima, in circa 400.000 euro. Per loro il sostituto procuratore Fabio Regolo, avrebbe gia' emesso il fine indagine. L'indagine e' partita da esposti presentati dall'attuale amministratore unico di Riscossione Spa, l'avvocato Antonio Fiumefreddo, che piu' volte ha denunciato, anche pubblicamente, presunte "agevolazioni illegittime" da parte di personale della societa' nei confronti di politici debitori col Fisco. Spiega Fiumefreddo: "Un anno fa mi ero accorto che c'erano delle anomalie e ai ripetuti casi di strani favoritismi ho denunciato tutto alla procura della Repubblica. Quello di Catania non e' l'unico caso ed occorre continuare a fare chiarezza, eliminando ogni ombra e privilegio".
Ma i deputati in questione, Musumeci, D'Asero e Raffaele Nicotra, a fronte delle cinque segnalazioni fatte da Riscossione Sicilia, continuano a respingere ogni accusa, negando di avere ottenuto favori dai nove impiegati tra responsabili e semplici agenti per i quali il sostituto procuratore Regolo ha depositato il fine indagine. Per altri due deputati la Procura non ha trovato i riscontri. "E' la piu' grande corbelleria che abbia mai sentito. Tutto falso. Ma la vicenda mi preoccupa, visto che siamo vicini alle primarie del centrodestra", e' il commento del presidente dell'Antimafia regionale Musumeci. "Non ho mai ricevuto nessuna istanza di pignoramento e quindi non avrei potuto beneficiare di alcun favore", taglia corto il capogruppo del Nuovo centrodestra all'Ars Nino D'Asero, che spiega: "Ho rateizzato quanto dovevo alla Serit, cosi' come consentito ad ogni cittadino e sto regolarmente pagando. Massima correttezza".
Sarebbero stati cancellati tasse e tributi, 'beneficiari ignari' delle manovre illecite dei nove indagati peri abuso d'ufficio, i dirigenti Gaetano Romano, di 58 anni, e Antonella Anello, di 56; l'operatore Giovanni Musmeci, di 60; e gli agenti Maria Letizia Idonea, di 55, Ermanno Sorce, di 56, Maria Letizia Sapuppo, di 44, Salvatore Torrisi, 52, Maria Grazia Furnari, di 47, e Giuseppa Giarratana, di 48.
Forte la tensione politica. L'amministratore unico di Riscossione Fiumefreddo, fresco di audizione in Antimafia, annuncia il loro licenziamento e dedica l'inchiesta della Procura di Catania al presidente dell'Assemblea regionale che lo ha querelato tempo fa: "Questa e' soltanto la punta dell'iceberg e riguarda la categoria 'politici', ma c'e' anche quella dei professionisti, medici, avvocati, ingegneri architetti e poi quella poi quella dei mafiosi. Sono tutti coloro che in maniera scientifica non hanno pagato le ingiunzioni di Riscossione Sicilia". Dal lavoro della task-force anri-evasori, prosegue, "sono nate le varie denunce e presto arriveranno i risultati delle altre citta' come Palermo, ma non solo. In Sicilia ci sono politici che sono stati favoriti loro insaputa...". "Avanti tutta con Fiumefreddo contro gli sprechi e i privilegi - dice il governatore Rosario Crocetta - alcuni all'Ars mi hanno chiesto di allontanarlo, ma non avverra' mai: l'inchiesta di Catania ci da' ragione". Non ci sta il presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone che giudica "gravi" le dichiarazioni di Crocetta, "nel tentativo di individuare sempre i buoni e i cattivi e di criminalizzare la Sicilia tutta: prima i forestali poi i poveri disabili. E, lui, ovviamente, unico puro. Rinnovo l'appello ai deputati di non farsi intimorire dalle valanghe di fango che arriveranno a causa delle prossime comparsate tv, che cercheranno di condizionare, in occasione del varo della legge regionale di stabilita', il voto libero dei parlamentari onesti". (AGI)
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