(AGI) - Trapani, 8 mar. - Arrivano le dimissioni in massa dei consiglieri del Comune di Castelvetrano, paese della provincia di Trapani, considerato il cuore del regno del superlatitante Matteo Messina Denaro. Sono ventisette su trenta quelli che fino a questo momento hanno deciso di fare questo passo. Lo dice all'Agi il segretario generale del Comune Livio Elia Maggio. "Un gesto forte da parte di quasi tutti i consiglieri", e' il suo commento, "ho mandato gia' la comunicazione alla Regione: il Consiglio e' nei fatti decaduto perche' non puo' funzionare". Una scelta che e' la diretta conseguenza dell'imbarazzo e delle pressioni legati al ritorno in Aula di Lillo Giambalvo, arrestato e assolto in primo grado dall'accusa di associazione mafiosa, nell'ambito dell'operazione "Eden 2" che nel dicembre 2014 porto' in galera una serie di favoreggiatori del boss latitante Matteo Messina Denaro. Giambalvo, che ha sempre resistito alle richieste di lasciare, non risulta nell'elenco dei consiglieri dimissionari. Nell'ambito dell'indagine, era stato intercettato e sentito dagli investigatori esprimere apprezzamenti nei confronti del boss latitante Matteo Messina Denaro e mentre si augurava la morte del figlio di Lorenzo Cimarosa, cugino del latitante, che in quei giorni aveva deciso di collaborare con i magistrati. "Quelle intercettazioni - ha sempre sostenuto - non sono state considerate valide e io non ho mai detto quelle frasi, conosco i figli di Cimarosa e mai mi sarei permesso di pensare una cosa del genere". Inevitabili adesso, dopo le dimissioni dei consiglieri, il decreto di scioglimento e la nomina da parte della Regione di un commissario che assolvera' le funzioni dell'organismo fino alle elezioni di primavera 2017; a meno che il sindaco Felice Errante non decida di interrompere anticipatamente la propria esperienza, accelerando il momento elettorale: "Ho il dovere di attendere - spiega all'Agi - l'arrivo delle commissioni nazionale e regionale Antimafia perche' sia sentito e perche' restituiscano l'onore a questa ccomunita'. Ho anche il dovere di fare celebrare il referedum abrogativo del 17 aprile. Dopo di che faro' le mie valutazioni insieme al mio partito e decidero' cosa fare". Ma di certo, continua il primo cittadino, "oggi la politica ha dato una grande prova di maturita' con la quale la mia citta' ha dimostrato la sua incompatibilita' con la mafia e con Messina Denaro". (AGI)
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