(AGI) - L'Aquila, 4 set. - La genziana, il liquore fatto incasa dalle suore della casa famiglia Immacolata Concezione,ubicata nella popolosa frazione aquilana di San Gregorio, nellaperiferia est della citta', e' stata distrutta, un "peccato"per le suore del monastero che costera' caro: una sanzione dioltre 50mila euro circa per la produzione illegale di 111 litridel pregiato liquore. Un liquore casalingo, dal sapore intensoe dalle proprieta' digestive ma sprovvisto di etichetta, e perquesto motivo non tracciabile. Ad aver destinato alladistruzione tanto "ben di Dio" e' l'articolo 18 del regolamentoCe numero 178 del 2002, invocato attraverso un'ordinanza emessaprima dal sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, e poi dal vicesindaco, Nicola Trifuoggi, ex procuratore capo dell'Aquila e diPescara. Nel corso di un controllo eseguito nel mese didicembre, i Nas di Pescara, avevano trovato nei localidell'istituto religioso, gestito da quattro suore zelatrici delSacro Cuore, numerose bottiglie del liquore. Le religiose, chehanno un regolare permesso di somministrazione di alimenti,avevano dichiarato che le bottiglie di genziana erano per usopersonale: niente da fare, aperto un verbale e poi un fascicolopenale a carico delle religiose che hanno presentato un ricorsoche non ha sortito gli effetti sperati. L'oblazione verra'discussa in udienza preliminare a gennaio, la genziana e' statainvece distrutta da una delle municipalizzate del Comunedell'Aquila. Una fine che gli appassionati del genere non hannoaccettato vista la tradizione secolare in Abruzzo di produrreinfusi e liquori che valorizzano la cultura di un territoriospesso penalizzato da severe leggi comunitarie. (AGI)Aq1/Ett