L'idea di Letta di dare il voto ai sedicenni

Secondo l'ex premier "è un'urgenza". Bisogna dire ai giovani, sostiene in una intervista a Repubblica "che li prendiamo sul serio e che esiste un problema di sottorappresentazione delle loro idee"

voto ai sedicenni
Nicola Marfisi / AGF
Studenti alla manifestazione di Milano per il clima

Intervistato da la Repubblica, l’ex premier Enrico Letta, oggi direttore della scuola SciencesPo di Parigi, che ha da poco ripreso la tessera del Pd, dice bisogna pensare a “una riforma costituzionale da fare in un anno” per dare “il voto ai sedicenni”. “Il mio lavoro sono i ragazzi, è a loro che bisogna pensare” aggiunge.

Al quotidiano che gli fa osservare che la proposta del voto ai sedicenni è una vecchia idea di Beppe Grillo, Letta obietta che “no”, non è vero perché, sottolinea, “l’avevo già avanzata due anni fa” ma adesso “dico che è urgente”. Secondo l’ex premier l’urgenza si giustifica con il fatto che si tratta di un modo “per dire a quei giovani che abbiamo fotografato nelle piazze, lodando i loro slogan e il loro entusiasmo: vi prendiamo sul serio e riconosciamo che esiste un problema di sottorappresentazione delle vostre idee, dei vostri interessi”. Il momento opportuno è adesso, “perché con questa maggioranza si può fare”.

E al quotidiano che insiste se questa maggioranza può anche trovare un accordo sullo Ius culturae, l’ex premier Enrico Letta risponde che “quando si governa in coalizione le cose vanno fatte insieme. Questo è uno dei temi sul quale si gioca la capacità del Pd di dimostrare leadership e al tempo stesso rispettare gli alleati. Il momento è ora, non si aspetti per ottenere di più”. E lo dice anche a proposito di immigrati e immigrazione: “È il modello di integrazione positiva a cui dobbiamo tendere. L’opposto dei tagli ai corsi di italiano per immigrati che sono stati una delle caratteristiche del salvinismo”.



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