Di Maio e Salvini si sono sentiti. E hanno parlato di rimpasto

Una telefonata "lunga e costruttiva" ha avviato una "riflessione condivisa sui cambiamenti da apporre alla squadra di governo"

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Agf
Di Maio e Salvini
 

Una telefonata "lunga e costruttiva" di Luigi Di Maio a Matteo Salvini segna il "primo passo" verso la tregua e la sigla della 'pax' post elettorale tra M5s e Lega. Il colloquio è avvenuto ieri mattina prima delle 10 e fa seguito a una serie di messaggi che i due vice premier si sono scambiati lunedì, dopo l'appello di Giuseppe Conte, e tentativi di chiamata reciproci.

Il confronto è comunque servito a dipanare in breve tempo il nodo dello sblocca cantieri, emerso nel corso della riunione a Palazzo Chigi di lunedì sera, che Conte ha interrotto in segno di protesta contro la decisione della Lega di non voler ritirare l'emendamento sulla sospensione del codice degli appalti.

Dopo meno di cinque ore, infatti, alle 15, è arrivato l'annuncio dell'accordo trovato sul decreto atteso domani in aula al Senato, con tanto di nota congiunta firmata dai due capigruppo al Senato di M5s e Lega, Stefano Patuanelli e Massimiliano Romeo (non succedeva da mesi). La telefonata, viene riferito da fonti governative di entrambi i partiti, è servita anche per avviare una "riflessione condivisa sui cambiamenti da apporre alla squadra di governo" (ovvero di un eventuale rimpasto, anche se i protagonisti rifiutano l'uso di questo termine da Prima Repubblica). 

Il colloquio tra Di Maio e Mattarella

Dopo un paio d'ore, intorno alle 12, il capo politico del M5s è stato al Colle, per una visita programmata da tempo. Ma il colloquio con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è anche servito - viene riferito da fonti governative M5s - per fare il punto della situazione dopo la conferenza stampa di Conte.

Il vice premier, si apprende, avrebbe garantito che il Movimento 5 stelle intende proseguire con l'esperienza dell'esecutivo Conte sulla linea dell'attuazione del contratto di governo. Il Capo dello Stato avrebbe preso atto della volontà di Di Maio, che coincide con quella del premier Conte e con alcune affermazioni del vicepremier leghista Matteo Salvini. Ma avrebbe anche chiesto che si faccia presto chiarezza, esortando a riprendere l'attività di governo per rispondere ai problemi del Paese.

In particolare, Mattarella avrebbe espresso preoccupazione per l'economia del Paese e per i conti pubblici messi sotto la lente di ingrandimento di Bruxelles, ed avrebbe fatto notare che siamo alla vigilia di scelte cruciali per l'Europa (a cominciare dal rinnovo dei cosiddetti 'top job'), scelte per le quali l'Italia deve essere rappresentata da un esecutivo autorevole e sostenuto dalle principali forze di maggioranza.

Ma il segnale importante per ora arriva dalla telefonata tra i due vice premier, che potrebbero incontrarsi in un vertice nelle prossime ore, ma difficilmente prima di giovedì o venerdì per gli impegni di Salvini nella campagna per i ballottaggi.

Salvini nega di cercare il voto anticipato

Si è trattato di "un confronto positivo e costruttivo che fa ben sperare sulla sorte del governo", si sottolinea. Finalmente, dopo settimane di incontri difficili e avvelenati dal clima della campagna elettorale, la telefonata sembra segnare il "primo passo" - riferiscono fonti bene informate - per ricostruire un rapporto che la competizione in vista del voto europeo aveva messo a dura prova. Se si ritrova il clima iniziale come sembra, viene spiegato da fonti leghiste, Salvini è assolutamente "ben disposto ad andare avanti: non c'è alcuna volontà di rompere: se permane questo clima costruttivo, lui ci sta".

Dalla Lega poi si smentisce ogni ricostruzione di stampa, secondo cui il ministro dell'Interno stia cercando di 'forzare la mano', cercare il 'casus belli' per provocare una crisi di governo e andare alle politiche anticipate per incassare e tramutare in numeri in Parlamento il 34% ottenuto alle europee. "Si tratta di ricostruzioni dettate dalla voce della paura dei 5 stelle - si fa osservare ancora - Salvini non sta cercando alcuna scusa".

Salvini e Di Maio dovrebbero quindi vedersi nelle prossime ore ma, al di là dell'incontro, già la telefonata viene descritta come un vero momento di 'breakthrough', di 'svolta' nei rapporti. Dopo settimane di riunioni che non avevano portato a nulla in un clima di generale e reciproco sospetto, per la prima volta - si sostiene - è stata ritrovata la "volontà reale di far ripartire il programma di governo".

Il colloquio potrebbe produrre risultati positivi a breve, si anticipa, perché ci si aspetta che nelle prossime ore siano sciolti tutti i nodi in sospeso, come quelli sul decreto Sblocca cantieri o i provvedimenti in stallo. "È un primo segnale importante - si insiste - che dà buone possibilità al governo. Anche perché la ritrovata e rinnovata unione risponde a tutti i quesiti che ieri il presidente del Consiglio ha posto chiedendo il ritorno a un clima di 'leale collaborazione' e vengono quindi meno tutte quelle ragioni che lui vedrebbe come ostacoli per andare avanti". 



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