E’ il giorno dei tagli ai vitalizi. Cosa c’è da sapere

Fico intende "sforbiciare" 1.405 vitalizi percepiti da ex deputati. Ma di questi saranno 1.338 quelli ricalcolati secondo il metodo contributivo e che, quindi, subiranno una diminuzione dell'importo finora percepito. Gli altri 67, invece, sono 'salvi' e non verranno 
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Arriva alla Camera il testo per il taglio ai vitalizi. Il presidente di Montecitorio Roberto Fico intende "sforbiciare" 1.405 vitalizi percepiti da ex deputati. Ma di questi saranno 1.338 quelli ricalcolati secondo il metodo contributivo e che, quindi, subiranno una diminuzione dell'importo finora percepito. Gli altri 67, invece, sono 'salvi' e non verranno ritoccati. La riforma, se approvata, porterà un risparmio di circa 40 milioni di euro per le casse della Camera e ricalcolerà tutti i vitalizi finora percepiti sulla base del sistema contributivo. Entrerà in vigore alla Camera dal prossimo primo novembre. La delibera verrà votata nella settimana tra il 9 ed il 13 luglio, e gli emendamenti potranno essere presentati entro giovedì 5 luglio. Secondo Fico, la delibera consentirebbe alla Camera un risparmio di circa 40 milioni di euro.

Secondo la proposta, il "vitalizio minimo" sarà di 980 euro al mese, e andrà a chi ha fatto una sola legislatura. Il minimo per chi subirà una decurtazione superiore al 50% del vitalizio sarà di 1.470 euro. I vitalizi erogati ad ex deputati dalla Camera sono in tutto 1.405: di questi, 1.338 saranno ricalcolati e dunque abbassati, mentre  i restanti 67 non verranno ritoccati. In base alla delibera, quelli percepiti da ex deputati che hanno sulle spalle almeno quattro legislature si fermeranno al valore del 31 ottobre prossimo, alla vigilia dell'applicazione della delibera ove venga approvata.

"Il taglio ai costi della politica è un tema su cui ci siamo concentrati da tempo", ha affermato Fico su Facebook. ”E’ tra i principali obiettivi della legislatura", ribadisce aggiungendo che “Continueremo a lavorare per il superamento definitivo dei privilegi con tre obiettivi: taglio dei costi, trasparenza e partecipazione”.

Tempi e iter

Per il via libera alla Camera si dovrà attendere ancora qualche giorno: nella prima convocazione, il testo sarà illustrato e incardinato e sarà posto un limite per la presentazione degli emendamenti. Poi verrà fissata la data per gli emendamenti. Al Senato, invece, la pratica è in stand-by perché Elisabetta Casellati sarà in missione all'estero per l'intera settimana. Il tanto annunciato provvedimento a firma 5 Stelle - riporta il Corriere della Sera - contiene importanti correttivi, realizzati dopo le osservazioni del collegio dei Questori e dopo un’interlocuzione tra l’ufficio di presidenza di Roberto Fico e il presidente dell’Inps Tito Boeri. Chiesto a gran voce da Luigi Di Maio, scritto da Riccardo Fraccaro e portato nell’ufficio di presidenza da Fico, io testo ha dovuto attendere la nomina dei tre segretari d’Aula.

I risparmi destinati alle pensioni minime

Il vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico e Lavoro, Luigi Di Maio, ha ribadito l’intenzione di creare un fondo alimentato con i tagli ai vitalizi e alle pensioni d’oro. “Lo destineremo alle pensioni minime. E’ una questione di giustizia sociale”, ha detto ministro.

Chi colpisce la nuova legge

La novità fondamentale, sottolinea il Fatto Quotidiano,  è che gli assegni saranno ricalcolati tutti sulla base del metodo contributivo. Secondo i calcoli, la riduzione più massiccia, dal 50 all’82,8%, riguarderebbe 11 titolari: non i big che hanno fatto più legislature (e quindi pagato più contributi) ma ex parlamentari che sono stati poco in Parlamento.

In alcuni casi, vitalizi di 4 mila euro scenderanno drasticamente fino a 6-700 euro. La riduzione tra il 20 e il 50% riguarderebbe 786 titolari. Vengono poste due clausole di salvaguardia. Verso l’alto: con questo metodo 111 ex parlamentari, che nel ricalcolo ci avrebbero guadagnato, non otterranno un euro in più. E, verso il basso, per cui ci sarà un limite minimo, probabilmente tra i 600 e gli 800 euro. Si risolverà anche la questione dei vitalizi di reversibilità: le vedove di lungo corso di ex parlamentari non dovrebbero subire effetti negativi dalla riforma. E verrà invece tolto il vitalizio a tutti gli ex parlamentari condannati in via definitiva.

Gli schieramenti

Intanto non tutti i partiti hanno ancora stabilito quale posizione assumere: il Pd sarebbe intenzionato a non opporsi pur manifestando alcune perplessità di merito e metodo mentre Forza Italia prende tempo. Voteranno a favore, oltre a Lega e M5S, anche Fratelli d’Italia. Imbarazzo per Ettore Rosato (un provvedimento analogo fu presentato da Matteo Richetti nella scorsa legislatura). La vicepresidente Mara Carfagna non è ostile ai tagli e nella scorsa legislatura uscì dall’Aula per non votare contro quando si discuteva il testo di Richetti.

Assegni da 206 milioni di euro ogni anno

Sempre secondo Il Fatto, a percepire il vitalizio sono oggi circa circa 2.600 ex parlamentari tra Camera e Senato, per una cifra che nel 2016 ha raggiunto i 193 milioni di euro. Superiore l’importo totale negli anni successivi: nel 2017 ha toccando quota 206,28 milioni di euro. Secondo la stima fatta dall’Inps, nel 2018 i vitalizi dovrebbero dovrebbe crescere ancora raggiungendo i 206,94 milioni. Cifre che giustificano la battaglia annunciata dai diretti interessati. In giornata, infatti,  l’Associazione degli ex parlamentari ha convocato una conferenza stampa per denunciare quello che definiscono un “attentato allo Stato di diritto”. La paura è che si cominci dai vitalizi per poi puntare al  “vero obiettivo, ovvero le pensioni”.



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