La Lega vorrebbe votare subito la sfiducia a Conte, è battaglia sui tempi

Il Carroccio ha presentato al Senato la mozione di sfiducia nei confronti del presidente del Consiglio. Un modo per accelerare il voto in Aula a Palazzo Madama ma anche per certificare ufficialmente "l'assunzione di responsabilità politica", quella di conclamare la crisi e far cadere il governo

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VINCENZO PINTO / AFP
Conte e Salvini

Tensione sulla data del voto di sfiducia al Senato. La Lega insiste su tempi rapidi, per tornare quanto prima al voto, e indica la data di martedì prossimo, 13 agosto, come primo giorno utile per parlamentarizzare la crisi e renderla ufficiale con un voto in Aula. Ma la decisione spetta alla Conferenza dei capigruppo del Senato, convocata dalla presidente Elisabetta Casellati per lunedì pomeriggio alle 16. Sarà la capigruppo a stabilire tempi e modi del dibattito sulla mozione di sfiducia presentata dalla Lega. E la decisione, viene sottolineato, dovrà necessariamente tener conto dei tempi tecnici necessari a consentire a tutti i senatori, già in ferie da una settimana, di far rientro a Roma.

Come noto la Lega ha già presentato al Senato la mozione di sfiducia nei confronti del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Un modo, viene spiegato, per accelerare il voto in Aula a Palazzo Madama ma anche per certificare ufficialmente "l'assunzione di responsabilità politica", quella di ufficializzare la crisi e far cadere il governo.

Nella mozione - viene ancora spiegato - la motivazione principale in base alla quale la Lega chiede la sfiducia a Conte è la posizione che si è venuta a creare sulla Tav dopo il voto sulle mozioni al Senato. Un voto con cui, di fatto, M5s, cioè la forza di maggioranza che ha indicato il premier lo ha sfiduciato dicendo no alla Tav, dopo che lo stesso Conte ufficialmente aveva detto che l'opera sarebbe stata realizzata. 

La mozione è presentata formalmente e ora si ragiona tra le forze politiche a palazzo Madama sul quando discuterla. La seduta non potrà essere convocata prima di una settimana/dieci giorni. Si arriva così a lunedì 19 agosto. E sono proprio le date di lunedì 19 e martedì 20 agosto quelle indicate come le più probabili in queste ore. In ballo, è evidente, c'è il momento in cui il governo cadrà, momento dal quale dipende lo sviluppo della crisi e, in ultima analisi, la data delle prossime elezioni.

La Lega non cede: il Senato può riunirsi subito, già la prossima settimana, è il refrain, perché la mozione di sfiducia va discussa in tempi rapidi. In realtà, se è vero che sia il regolamento del Senato che la Costituzione stabiliscono un limite temporale minimo - la mozione di sfiducia non può essere discussa prima di tre giorni dalla sua presentazione - è altrettanto vero che non è prevista alcuna data di 'scadenza', nessun tempo limite massimo.

Dunque, in teoria, osservano fonti parlamentari di palazzo Madama, si potrebbe convocare l'Aula anche a fine agosto o addirittura alla 'naturale' ripresa il 10 settembre. Ipotesi, queste ultime, politicamente altamente improbabili, in quanto non solo allungherebbero i tempi del 'limbo' con un governo in carica ma che, di fatto, non ha più la maggioranza, ma rischierebbero di trasformarsi in un boomerang per le altre forze politiche, che sarebbero accusate dalla Lega di 'inciucio' e non voler tornare al voto.

Quanto alla capigruppo, se non ci dovesse essere accordo sulla data della convocazione dell'Aula per la discussione della mozione di sfiducia, si decide a maggioranza. E la Lega potrebbe ritrovarsi in minoranza. Una volta stabilita la data, scatta la fase della convocazione dei senatori, che avviene tramite telegramma, anche se la tecnologia moderna consente un 'alert' anche via sms o WhatsApp per rapidità.

Matteo Salvini, apprende l'Agi, ha convocato tutti i parlamentari della Lega per lunedì pomeriggio alle 18. Ovvero dopo due ore dalla conferenza dei capigruppo del Senato che dovrà decidere la data di discussione della mozione di sfiducia presentata dal partito di via Bellerio contro il premier Conte. 



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