Con il nuovo Italicum si rischia la paralisi

Staccati di oltre 15 punti Lega e Forza Italia

Con il nuovo Italicum si rischia la paralisi
Demopolis simulazione 

Con il nuovo Italicum, niente governo senza le larghe intese. Nessun partito raggiungerebbe il 40% dei consensi necessari a incassare il premio di maggioranza e qualunque forza politica dovesse uscire vincitrice sarebbe costretta a scendere a patti con le forze minori.

All’indomani della sentenza della Consulta sulla legge elettorale, l’Istituto Demopolis ha realizzato la prima simulazione sull’attribuzione dei seggi in Parlamento in base alle attuali intenzioni di voto degli italiani. Se ci si recasse alle urne, con un’affluenza in crescita al 66%, il Partito Democratico otterrebbe oggi il 30%, seguito dal Movimento 5 Stelle al 29%. Distanti, secondo il Barometro Politico Demopolis, risultano gli altri partiti, con la Lega al 13,2%, Forza Italia all’11,8% e Fratelli d’Italia al 4,7%. Sinistra Italiana si ferma al 3,7, Area Popolare al 3,5%. 


Se si votasse oggi

  • Pd     30%
  • M5S  29%
  • Lega 13,2%
  • FI      11,8%
  • FdI      4,7%
  • SI        3,7%
  • AP      3,5%

“Appare oggi improbabile – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – che una lista, da sola, possa raggiungere la soglia del 40%, in grado di garantire alla Camera il premio di maggioranza dopo l’abolizione del ballottaggio da parte della Corte Costituzionale. E, in ogni caso, se per ipotesi accadesse, la lista non avrebbe comunque una maggioranza al Senato dove si voterebbe con un proporzionale puro su base regionale, senza alcun premio di governabilità”. 

Secondo la simulazione effettuata dall’Istituto Demopolis per il programma Otto e Mezzo, se si votasse oggi con l’Italicum modificato dalla Consulta – escludendo gli eletti all’Estero – il PD otterrebbe alla Camera 192 seggi, il M5S ne conquisterebbe 185. 84 sarebbero i deputati eletti dalla Lega, 76 andrebbero a Forza Italia. Il sistema elettorale oggi in vigore, di fatto un proporzionale con soglia di sbarramento al 3%, vedrebbe a Montecitorio anche Fratelli d’Italia con 30 deputati, Sinistra Italiana con 23 e Alleanza Popolare con 22. Circa 6 seggi andrebbero alle minoranze linguistiche. 

“Con i numeri odierni – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – appare difficile intravedere una possibile maggioranza parlamentare dopo la chiusura delle urne: una coalizione PD–Sinistra–Centristi, simile all’Ulivo di Prodi, raggiungerebbe oggi i 243 seggi. Uno schieramento di centro destra Salvini-Berlusconi-Meloni otterrebbe nel complesso 190 deputati. Il Movimento di Grillo, da solo, avrebbe a Montecitorio 185 parlamentari. Anche una più vasta coalizione post elettorale tra PD di Renzi, Forza Italia ed i centristi di Alfano si fermerebbe a 296 seggi: lontano – conclude Pietro Vento – dalla soglia di 316 richiesta per la maggioranza alla Camera”. 

Nota informativa - L’indagine è stata condotta dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, dal 25 al 26 gennaio - per il programma Otto e Mezzo - su un campione stratificato di 1.500 intervistati, rappresentativo dell’universo della popolazione italiana maggiorenne. Coordinamento di Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone. Supervisione della rilevazione demoscopica di Marco E. Tabacchi.