Salvini proporrà un patto a Berlusconi e Meloni. "È il momento di includere”

Intervista del leader leghista al Giornale: "Non tutti i 5Stelle sono come Fico o Di Battista”. Salvini non è interessato solamente a “chi è disponibile ad andare con Renzi, e a chi mi ha insultato per mesi”

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“Nelle prossime ore vedrò Berlusconi e la Meloni alla luce del sole”, dice Matteo Salvini al direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti in un’intervista esclusiva. E in quell’incontro si parlerà “sia di elezioni regionali che di quelle politiche” per “proporre un patto” che avrà per tema “l’Italia del sì contro l’Italia del no”.

A Salvini le vecchie classificazioni non lo appassionano e forse anche non lo interessano davvero più, quindi spinge per andare “oltre il vecchio centrodestra” dove c’è sia Forza Italia che Fratelli d’Italia “e poi ci sono nuove realtà fatte da buoni sindaci e amministratori”. Quindi il leader della Lega non intendere escludere nessuno “perché questo è il momento “di includere il più possibile” compresi “i tanti governatori e i tanti grillini positivi che abbiamo conosciuto”. “Non tutti i 5Stelle – aggiunge – sono come Fico o Di Battista”. Salvini, invece, non è interessato solamente a “chi è disponibile ad andare con Renzi, e a chi mi ha insultato per mesi”.

Su Grillo e Renzi, il capo della Lega si chiede poi “dove pensano di andare? Non oso immaginare una manovra economica scritta da quei due e penso che la sola idea faccia paura a tutti gli italiani”, aggiunge, e a lui ad ogni modo non interessano “giochini di potere” e non è disposto a farli: “Riportate al governo la sinistra non sarebbe un male per me ma per l’Italia” chiosa.

A Sallusti che gli fa notare che sull’opposto fronte politico sta per nascere un accordo generale anti-Lega, al fine di durare altri 4 anni, Salvini replica che provino pure a giocare sporco “e vediamo che succede”, “le furbate hanno le gambe corte e anche in una simile ipotesi la Lega avrebbe tutto da guadarci: non durano quattro anni e al prossimo giro sparirebbero dalla scena politica”.

Matteo Salvini, dunque, continua a confidare in Mattarella, perché il capo dello Stato “non è Scalfaro” poi “non siamo più nel ’94, il paese è profondamente cambiato, la gente ha preso coscienza, sarebbe la prima a opporsi a un simile tradimento della democrazia”. Ma lui non teme di essere messo all’angolo, perché se solo osassero una simile operazione, promette, “vediamo chi viene messo all’angolo nelle tante elezioni regionali che stanno per arrivare dall’Umbria alla Calabria, dalla Toscana all’Emilia-Romagna”. “Andrebbero tutti a schiantarsi sull’altare di Renzi” per il quale l’ultima sua mossa “è la mossa della disperazione”.

Poi una profezia sull’ex premier e segretario Pd: “Se si va a votare subito dubito che rientri in Parlamento”.   



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