Salvini ha detto che sarebbero pronti a partire per l'Italia decine di migliaia di migranti

L'ex ministro dell'Interno cita 'fonti riservate' dalla Libia. Critiche dalla maggioranza: "Da chi riceve queste notizie? Se non è vero siamo nel campo del procurato allarme"

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Nicola Marfisi / AGF
Matteo Salvini

Dalla Libia sarebbero in partenza "decine di migliaia di migranti", un'ondata che potrebbe portare al "rischio di catastrofe umanitaria". L'allarme è lanciato da Matteo Salvini, che sostiene di aver ricevuto "notizie allarmanti", in "via riservata", in quanto ex ministro dell'Interno.

Salvini parla in diretta Facebook e subito si attira le critiche di Pd e Leu. "Noi vorremmo sapere, visto che il senatore Salvini è un ex ministro dell'Interno, quali siano le fonti riservate di cui lui dispone e che evidentemente non dispongono tutti gli altri parlamentari per poter addirittura lanciare allarme di queste proporzioni e di questa entità", Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula alla fine della seduta mattutina. "Perché, diversamente, se così non fosse, ci troveremmo nel campo del procurato allarme".

"Salvini riceve notizie in via riservata sulla Libia? E da chi? Se fosse vero sarebbe gravissimo e andrebbe accertata non solo la fonte ma anche la veridicità di queste affermazioni", gli fa eco Erasmo Palazzotto di Leu, componente della commissione Esteri di Montecitorio.

"Per fortuna credo sia l'ennesima fake news per creare inutile allarmismo sull'immigrazione e speculare sulla paura. Evidentemente non ha capito dopo l'Emilia Romagna che gli Italiani sono stanchi della sua demagogia".

"Notizie in via riservata"

Ma, nella sua diretta Facebook, Salvini è netto. "Mi arrivano in via riservata notizie allarmanti dalla Libia. Ci sarebbero decine di migliaia di uomini e donne pronti a partire, con un viaggio organizzato dai trafficanti di esseri umani e dagli scafisti. Non voglio fare il cattivo profeta, ma rischiamo di tornare agli sbarchi di decine di migliaia di persone. Rispetto all'anno scorso, sono già aumentati del 700%. La guardia costiera libica non può o non vuole più intervenire per bloccare le partenze", sostiene. "Lo dico prima perché prevenire è meglio che curare. Governo avvisato, mezzo salvato".

"Ci sono notizie di decine di migliaia di uomini pronti a partire dalla Libia organizzati dai trafficanti di uomini. Rischiamo il disastro - insiste -. E come reagisce il governo? Con una circolare alle prefetture in cui invitano ad aumentare i rimborsi per le strutture che accolgono i richiedenti asilo. Uno più uno fa due: riaprono i porti, fanno aumentare gli sbarchi e stanno lavorando per aumentare i quattrini che noi avevamo ridotto".

L'attacco su immigrazione e diaria

Il riferimento è al lieve aumento del rimborso giornaliero per ogni migrante ospitato, pari a circa 2-3 euro, il 10% per cento della cifra in vigore prima del taglio imposto dal decreto ministeriale disposto da Matteo Salvini, deciso dalla circolare diffusa ieri dal Viminale ai prefetti. Secondo quanto viene spiegato dal ministero dell'Interno, dopo il taglio da 35 a 19-26 euro deciso dal precedente governo, si è verificata la circostanza, denunciata dagli stessi prefetti al Viminale, che la maggior parte dei bandi per la gestione dei centri accoglienza è andata deserta. Il ministero si è quindi rivolto all'Anac che - viene spiegato -, senza modificare il decreto dell'era Salvini, ne ha dato una interpretazione più elastica: aumentando lievemente la 'diaria' media giornaliera per ogni singolo migrante e rendendo così più appetibili i bandi.

"Riaprire i porti e riaprire i portafogli. Morti e quattrini. E chi viene processato per questo? Io", continua a stigmatizzare l'ex ministro dell'Interno, con riferimento alle richieste di autorizzazione a procedere nei suoi confronti per il no allo sbarco della Gregoretti e della Open Arms, l'estete scorsa. La settimana prossima il Senato voterà sicuramente in maggioranza a favore per mandarmi a processo per aver fatto il mio dovere, da ministro e da italiano. Ma non andranno avanti troppo a lungo: oggi un parlamentare cinque stelle ha detto che Renzi è insignificante e che sulla prescrizione vanno avanti, a costo di far cadere il governo. Ma il governo non cadrà: nel nome della poltrona, troveranno l'accordicchio, la supercazzola, per rimandare ancora", conclude. 



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