Al congresso della Lega Salvini bacchetta gli assenti (tra cui c'è Maroni)

"Grazie a chi c'è e grazie a chi non c'è", esordisce il segretario leghista, secondo il quale "serve un movimento snello e orgoglioso delle sue radici, ma che guarda avanti"

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Michele Amoruso / AGF 
Matteo Salvini, Lega

Matteo Salvini bacchetta i delegati assenti e i leghisti "pigri" nel suo intervento al congresso federale della Lega. "Grazie a chi c'è e grazie a chi non c'è", esordisce. "Per me sono stati sei anni entusiasmanti" da segretario, aggiunge. "Io sono ottimista per natura e penso che l'anno prossimo sarà straordinario. "Ma fatemi sottolineare", aggiunge, che il "nostro obiettivo è tornare al governo del Paese: sarà una sfida con potenzialità e rischi enormi. Girando il territorio ogni tanto vedo personalismi, litigi e prigrizia. Siamo qui perché gli italiani contano sui di noi. Non siamo senatori e deputati a vita. Non possiamo essere pigri".

Presente Umberto Bossi e altri, tra i padri fondatori della Lega Nord, come Francesco Speroni, l'ex segretario Roberto Maroni non è presenta al congresso federale che ha approvato il nuovo statuto del movimento. Maroni era tra i delegati di diritto convocati in vista dell'assise.

"Chi guarda al passato è morto"

"Quando torniamo al governo ci sarà anche cancellare i senatori a vita tra le modifiche della Costituzione", precisa."Il primo requisito per vincere una guerra e capire che sei in guerra. Ogni tanto ho come la percezione che qualcuno sia chiuso nel suo orticello", continua a bacchettare.

"Dobbiamo aprire con intelligenza", ha proseguito Salvini, affermando che un movimento che è al 30% non può "ragionare come se avesse ancora il 4%". "Chi "tiene le porte chiuse fa il male del movimento", ovviamente "non subappaltando il movimento a portatori di voti dell'ultim'ora", ha continuato, "serve un movimento snello e orgoglioso delle sue radici, ma che guarda avanti. Chi guarda al passato è morto"



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