Ostia vota il suo sindaco. Che però non ha un Comune

Più di 230mila persone popolano quello che è uno dei municipi più grandi della capitale 

Ostia vota il suo sindaco. Che però non ha un Comune
FILIPPO MONTEFORTE / AFP 
 Ostia

C'è chi lo chiama mini-sindaco, ma sono in molti a Ostia a desiderare di avere un sindaco vero e proprio e non un semplice presidente di municipio (come si chiamano ora le circoscrizioni). Del X municipio per l'esattezza, che comprende più di 230mila persone e un territorio tra i più difficili del comune di Roma. Sono almeno 30 anni che Ostia sogna di eleggersi un sindaco e un’amministrazione comunale tutta sua, ricorda Il Fatto Quotidiano, mentre domenica 5 novembre i cittadini andranno alle urne per rinnovare presidente e consiglio.

Una storia di sconfitte referendarie

Il primo referendum municipale venne indetto (e perso) nel 1989; il secondo, nel 1999, non raggiunse nemmeno il quorum. L’impresa, invece, riuscì ai “cugini” di Fiumicino nel 1992, i quali salutarono la denominazione di Municipio XIV e iniziarono a sfruttare al meglio l’indotto derivante dall’hub aeroportuale. “Ma stavolta i tempi sono maturi e i nostri concittadini hanno molte motivazioni in più”, spiega a ilfattoquotidiano.it l’architetto Flavio Coppola, fra i promotori dell’iniziativa.

Le prime due consultazioni, infatti, riguardarono tutto l’allora Municipio XIII, anche i quartieri di Acilia, Vitinia e Infernetto, i cui residenti non hanno alcun senso d’appartenenza con la cittadina balneare.

“Stavolta – spiega Coppola – abbiamo deciso di inglobare soltanto Ostia e Ostia Antica, i confini naturali della nostra città”. Secondo l’architetto, “staccarci da Roma ci darebbe la possibilità di ottimizzare le risorse straordinarie che abbiamo sul territorio, dagli scavi di Ostia Antica, oggi penalizzati rispetto al Foro Romano, alla pineta, passando per il nostro splendido Lungomare, attivo sia d’estate sia d’inverno”.

Ostia vota il suo sindaco. Che però non ha un Comune
 I candidati alle elezioni del municipio di Ostia

Il sole del litorale, l'ombra della mala  

Ne è convinto anche Franco Petrini, imprenditore balneare, parte di una categoria al centro di forti polemiche per gli abusi edilizi e per i rapporti di alcuni di loro con i clan di Ostia. “Purtroppo la criminalità c’è ovunque – spiega Petrini – invece Ostia viene dipinta come una sorta di Gomorra. Io sono orgoglioso di essere romano, ma la questione è molto più profonda e riguarda ben 150.000 abitanti”.

E se la secessione convenisse anche a Roma?

In questa fase di crisi economica, non è detto che anche a Roma non convenga lasciare andare Ostia. Il Municipio X oggi costa al Campidoglio circa 15 milioni di euro l’anno, un conto che non comprende le spese e gli investimenti straordinari, con una cifra che lievita in media fino a quota 20 milioni. Poi ci sono i lavoratori distaccati, fra funzionari e dirigenti municipali, agenti di Polizia Locale e insegnanti. Quindi le spese per la manutenzione del litorale, dalle spiagge al depuratore sul fiume Tevere.

È per questo che il nascente comitato si aspetta anche un sostegno politico trasversale. Ecco i passi burocratici per raggiungere la “secessione”: presentazione e, ovviamente, approvazione di una delibera regionale, raccolta di 10.000 firme, indizione del referendum “entro confini pre-determinati”, raggiungimento dei quorum e invio della richiesta ufficiale al Presidente della Repubblica. 



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