Secondo Paola Taverna il futuro governo si deve discutere su Rousseau

Intervistata dal Fatto la pasdaran del Movimento stigmatizza i 5 punti del Pd e si dice "dispiaciuta e arrabbiata" per la fine del governo

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Armando Dadi / AGF
Paola Taverna

I 5 punti del Pd? “Sono molto vaghi, potevano inserire anche la pace nel mondo... Non mi dicono nulla di particolare”. Secondo Paola Taverna, veterana e pasdaran dei 5 Stelle oltre essere vicepresidente del Senato, gli scenari che si spalancano davanti ai nostri occhi sono “quelli previsti in una Repubblica parlamentare, e bisogna attendere le consultazioni al Quirinale.” Dice in un’intervista a Il Fatto Quotidiano nell’edizione in edicola.

Pertanto si augura che il Movimento “abbia il tempo necessario per consultare i propri iscritti” perché “qualunque decisione verrà presa, sarebbe molto importante sentire il parere della gente sul web, sulla piattaforma Rousseau”. La centralità della democrazia è uno dei 5 punti prioritari del Pd, è un assist per il M5S? Alla domanda, Taverna risponde che si parla “tanto di democrazia rappresentativa e allora iniziamo a renderla più efficiente e a risparmiare con il taglio dei parlamentari” ed è chiaro che “la democrazia diretta è un obiettivo fondamentale”.

Ma è un punto necessario e sufficiente per fare un accordo con il Pd, accusato di ogni male fino a ieri? Paola Taverna, che nell’assemblea congiunta dei gruppi si è espressa dicendo che “si poteva tornare tranquillamente al voto”, non si nasconde oggi di sentire “il peso della prima legislatura, in cui mi trovavo in netta opposizione al Pd renziano”, tanto che “mi riesce difficile ora pensare che Renzi e i suoi possano essere cambiati”. Però in cuor suo sente di voler lasciare “spazio al Quirinale” e di sfidarsi “al confronto tra partiti e alla consultazione degli iscritti”.

Conte sì o Conte no? Diplomatica, Taverna ammette che “in un momento come questo “non è centrale il chi, ma il per, cioè i temi, cosa fare”. Tuttavia si dice “dispiaciuta e arrabbiata” per le sue dimissioni e la fine del governo, “avevo investito molto in questo governo, ci avevo creduto e non mi aspettavo davvero questo folle gesto di Matteo Salvini, che abbiamo sottovalutato e ci siamo fidati”, dice, anche se a un certo punto “da contraente e diventato il nostro competitore e poi traditore”, ma “Conte è stato ed è un orgoglio per il Movimento”. “Ha saputo parlare alla gente con termini nuovi anche per i Cinque Stelle” aggiunge la vicepresidente del Senato.

Quanto ai punti programmatici dell’intesa con il Pd, Taverna ritiene imprescindibili “la tutela dell’ambiente e la riconversione dell’economia ed è fondamentale anche introdurre il referendum propositivo: il Paese deve avere la facoltà di autodeterminarsi”.

E Grillo? Domenica scorsa, incontrato a Marina di Bibbona con la delegazione del Movimento “ci ha parlato di futuro – dice Taverna – di lavori che scompaiono, di grandi temi”. “Ed è sempre un piacere ascoltarlo”.



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