I malumori leghisti sulle nomine di Bankitalia

Dopo tante polemiche, il governo dà il via libera ai nomi indicati da via Nazionale per il nuovo direttorio. Il Carroccio lamenta però le "nomine esterne che non valorizzano le tante risorse interne" e intende presentare una riforma dell'organismo

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 Foto: Pierpaolo Scavuzzo / AGF 
  Bankitalia, Banca d'Italia

Si chiude il dossier nomine del nuovo direttorio di Bankitalia. Dopo circa un'ora e mezzo di riunione e dopo giorni di polemiche, alla fine, il governo ha dato il via libera ai nomi per il nuovo direttorio della Banca d'Italia proposti dal Consiglio superiore di Via Nazionale e alla nomina di alcuni prefetti. Nuovo direttore generale di Palazzo Koch è Fabio Panetta, nominato il 28 marzo dal Consiglio Superiore della Banca d'Italia e che andrà a sostituire Salvatore Rossi.

Vice direttori generali sono Daniele Franco e Alessandra Perrazzelli, al posto di Panetta e Valeria Sannucci (che conclude il suo incarico). Proprio sulla genovese - ma milanese di adozione - Alessandra Perrazzelli, attuale country manager di Barclays Italia e vice presidente di A2a, si era concentrato il malcontento della Lega. Al termine del Cdm, trapela che il Carroccio mantiene le proprie riserve "sulle nomine esterne che non valorizzano le tante risorse interne" e sottolinea che a giorni verrà presentata dalla Lega una proposta di riforma di Bankitalia.

Sbloccata anche la nomina di Federico Signorini a vice direttore generale per un secondo mandato che era rimasta congelata da febbraio. La linea l'avevano dettata da Tunisi già nel pomeriggio il premier Conte e il vicepremier, Luigi Di Maio, che si auguravano che il cerchio potesse chiudersi nel Consiglio dei ministri di ieri sera. In particolare, Di Maio aveva sottolineato come Palazzo Koch sia "una istituzione che deve lavorare a pieno regime" e che "l'obiettivo è garantire rinnovamento e allo stesso tempo efficienza dell'ente".

Siri e le autonomie continuano ad agitare il governo

Il consiglio dei ministri ha nominato, inoltre, Gerarda Pantalone prefetto di Roma. Durante l'incontro, secondo quanto si apprende, non si è parlato del sottosegretario ai trasporti Armando Siri. Il presidente del Consiglio aveva affermato, parlando a Tunisi con i giornalisti che chiedevano della vicenda, di aver "annunciato con trasparenza i principi del mio percorso, vi chiedo di pazientare il termine. Si assumerà una decisione e verrà comunicata a tutti. Sono disponibile a una conferenza stampa quando la decisione verrà adottata siamo nel pieno di un percorso, la mia giacca non si lascia tirare più di tanto".

Intanto si apre un nuovo fronte di confronto tra i due partiti di maggioranza: quello delle autonomie. Mentre la Lega al termine della riunione di governo annuncia "passi avanti" sul tema, con le intese che saranno portate al prossimo Consiglio dei ministri, frena invece il M5S. I pentastellati fanno sapere che la loro proposta è quella di istituire a breve un tavolo per sciogliere i 'nodi' della riforma sulle autonomie prima che il dossier vada in Cdm.



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