AGI - "Chi nasce nel Meridione possa scegliere liberamente di restarvi, possa tornare se ha fatto esperienze altrove e possa aggiungersi chi viene da fuori". È una riflessione sulla questione Meridionale come chiave di sviluppo dell'intero Paese, come interesse nazionale dell'Italia, quella proposta dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Complesso monumentale di Donnaregina per l'iniziativa "Sud Vivo – 20 anni con il Sud", organizzata dalla Fondazione con il Sud.
L'evento, che celebra i 20 anni dalla nascita dell'ente non profit privato, sorto dall'alleanza tra le fondazioni di origine bancaria e il mondo del Terzo settore e del volontariato, costituisce il cuore della campagna partecipativa "Sud Vivo", sul tema dello spopolamento e della rigenerazione demografica del Mezzogiorno, promossa dalla Fondazione insieme a circa 200 organizzazioni, enti e realtà culturali di tutto il Paese. Nel corso dell'incontro viene presentato il Report Sud Vivo, insieme a un'anticipazione dell'indagine Demopolis "Gli italiani e lo spopolamento. Non solo al Sud". Il capo dello Stato è stato accolto dal presidente della Regione Campania Roberto Fico, dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, dal prefetto di Napoli Michele Di Bari e dall'arcivescovo di Napoli Domenico Battaglia.
L'ingresso in sala di Mattarella è stato accompagnato da un lungo applauso, prima dell'esecuzione dell'inno nazionale.
Le parole di Sergio Mattarella
"Vorrei ringraziare per quello che abbiamo ascoltato questa mattina. È stato presentato un ampio ventaglio di esperienze e iniziative che intorno al Terzo settore hanno promosso e sviluppato prospettive concretamente definite e percorse, perché, come dicono i quattro verbi della Fondazione, così chiaramente indicati, chi nasce nel Meridione possa scegliere liberamente di restarvi, possa tornare se ha fatto esperienze altrove e possa allora aggiungersi chi viene da fuori per arrivare nel Meridione. Questa è una chiave di sviluppo dell'intero Paese, un interesse nazionale dell'Italia, e quanti lavorano a questo scopo svolgono un compito prezioso nella vita della nostra comunità nazionale - ha detto il presidente della Repubblica - Per questo ringrazio il presidente del Consiglio e la Fondazione con il Sud per quanto fatto in questi venti anni, attraverso tante persone che hanno dispiegato con grande generosità e passione il loro impegno. Grazie per quanto fatto e detto".
La visita al Museo diocesano diffuso
Dopo la cerimonia per i 20 anni della Fondazione con il Sud, il presidente della Repubblica, ha visitato, accompagnato da don Antonio Loffredo, direttore del Mudd (Museo diocesano diffuso), l'antico quadriportico della Cattedrale di Napoli, dove sono in corso scavi archeologici.
Entrando dal palazzo episcopale, il Capo della Stato ha attraversato la parte più antica del Duomo di Napoli per raggiungere il quadriportico che risale al V, con materiale di spoglio d'epoca romana, con mosaici coevi e un calendario marmoreo, del IX secolo che racconta la vita liturgica.
Dopo la visita il presidente Sergio Mattarella è ripartito per Roma.
Il Quadriportico e la sua rinascita
Il Quadriportico, testimonianza di particolare rilievo della storia paleocristiana di Napoli, sarà restituito alla fruizione pubblica al termine di un articolato intervento di restauro e risanamento conservativo, accompagnato da nuove indagini archeologiche che hanno contribuito ad ampliare la conoscenza del sito.
Gli interventi sono stati realizzati sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, con il sostegno dell'Arcidiocesi di Napoli, nell'ambito del progetto 'Restauro e risanamento conservativo del Museo Diocesano di Napoli', finanziato da Ales - ex Arcus spa, mentre le indagini archeologiche sono state finanziate dal Ministero della Cultura.
L'inaugurazione prevista entro la fine di questo anno, e il Quadriportico entrerà nel percorso del Museo Diocesano Diffuso di Napoli, che gestirà e valorizzerà il sito attraverso la Fondazione Napoli C'entro Ets, che ne curerà l'accoglienza e la fruizione pubblica.
L'apertura rappresenta un nuovo tassello del progetto di valorizzazione del patrimonio culturale promosso dalla Chiesa di Napoli, che coniuga accessibilità, cura dei luoghi e coinvolgimento dei giovani, creando nuove opportunità di formazione e lavoro.