AGI - Il governo ha convocato per oggi un Consiglio dei ministri per l’approvazione di un decreto legge, che riunisca gli interventi a sostegno dell’autotrasporto e ulteriori risorse per il comparto agricolo. C'è l'impegno da giorni - sottolineano dal governo - "per individuare le risorse necessarie per sostenere il settore dell'autotrasporto" e la volontà di affrontare "le criticità sollevate dalla categoria raggiungendo un'intesa per ripristinare la piena circolazione sulle strade e garantire i diritti della categoria, dei cittadini e dell'intero sistema produttivo".
Il Cdm libererà pure ulteriori risorse per il comparto agricolo. "Ci sono infiltrazioni all'interno di queste mobilitazioni che rendono pericolosa la situazione", ha detto il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, secondo il quale bisogna "sbloccare l'Italia e dare la possibilità a tutte le merci di circolare tenendo conto di tutte le istanze" ma anche guardare "i curriculum dei leader della protesta. Se ve li andate a studiare, anche qualche casellario giudiziario...", ha sottolineato mentre l'opposizione chiede che la premier riferisca in Aula.
Ieri, il giorno dopo il varo del dl sull'ordine pubblico da parte del Consiglio dei ministri, la premier Giorgia Meloni ha riunito, secondo quanto ha appreso l'AGI, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e il responsabile del Viminale Matteo Piantedosi per fare un nuovo punto della situazione. Questa volta soprattutto sulle manifestazioni nel settore dell'autotrasporto e anche sulle possibili infiltrazioni criminali. Comunque un focus sul tema della sicurezza alla vigilia del Consiglio dei ministri convocato per venire incontro alle proteste dei Tir.
Riportare la calma
Oltre un miliardo le risorse sbloccate, ma il timore nell'esecutivo è legato ai blocchi che hanno provocato problemi all'intero Paese. Non a caso fonti di palazzo Chigi hanno sottolineato che il proseguimento delle proteste, "nonostante il confronto avviato e l'accordo raggiunto con le associazioni di categoria", evidenzi "una situazione complessa". L'obiettivo è riportare la calma. "È necessario distinguere nettamente le legittime rivendicazioni degli operatori del settore dai comportamenti di chi intende proseguire con i blocchi nonostante l'apertura di un canale di dialogo istituzionale", il 'refrain'. "Allo stesso modo - hanno osservato le stesse fonti - occorre distinguere le proteste legittime da eventuali fenomeni di illegalità. Il rispetto delle regole, la libertà di circolazione e la tutela delle attività economiche devono restare priorità imprescindibili. A pagare il prezzo dei blocchi sono infatti anche negozianti, cittadini, allevatori e agricoltori, che rischiano di subire danni e disagi proprio mentre chiedono condizioni di lavoro sostenibili e continuità per le proprie attività. Una contraddizione - la sottolineatura - che rende ancora più urgente ricondurre la mobilitazione nell'ambito di un confronto ordinato".
Sospesi i blocchi in Sicilia e Calabria
Nella tarda serata di ieri, gli autotrasportatori di Aias, l'Associazione imprese autotrasportatori siciliani, che ancora mantenevano i blocchi dei tir in diversi punti dell'autostrada Messina-Catania, davanti al porto di Palermo e in altre strade siciliane, hanno deciso di sospendere la protesta. La decisione è arrivata al termine di una riunione in prefettura a Catania. "Abbiamo deciso di revocare il blocco dei Tir poiché abbiamo ricevuto delle rassicurazioni da parte del prefetto che anche noi siederemo ai tavoli nazionali per i confronti sul tema dell'autotrasporto", ha detto il presidente dell'Aias, Giuseppe Richichi.
Fedralog sospende il fermo dei servizi di trasporto anche in Calabria. Lo riferisce la stessa associazione, che in una nota parla di "una decisione sofferta ma meditata, presa con profondo senso di responsabilità verso la collettività, le imprese, i cittadini e per la tutela della sicurezza nazionale. Siamo e rimaniamo pienamente consapevoli - si legge - dei rischi e dei costi sostenuti fino ad oggi: per questo fermo stiamo rischiando il nostro lavoro e i nostri soldi, mettendo a repentaglio le aziende dell'agricoltura, le grandi realtà dell'industria calabrese e l'intero tessuto produttivo del territorio, mettendo a rischio persino la nostra stabilità personale e la nostra stessa vita. Ci teniamo a ribadirlo con forza: non siamo - spiega la Federazione regionale della Logistica e dei Trasporti - una categoria che fa disordine pubblico o che scende in piazza per rompere le vetrine. Siamo lavoratori, imprenditori e famiglie che da sempre dimostrano un profondo rispetto per le regole e per il Paese".
"Proprio per questo grandissimo senso di responsabilità che ci contraddistingue e per evitare che il blocco dei servizi generi criticità e tensioni tali da compromettere la sicurezza e la stabilità nazionale intendiamo dare un'ulteriore possibilità al dialogo, riponendo una doverosa fiducia nelle Istituzioni. Tuttavia - rimarca ancora Fedralog - abbiamo un urgente e inderogabile bisogno di ascolto e di risoluzione immediata dei problemi che stanno soffocando il nostro settore". Ferdalog poi esprime "un sincero ringraziamento al presidente Roberto Occhiuto e all'assessore Antonio Montuoro per l'impegno profuso e per la celerità dimostrata nel promuovere la creazione della Consulta regionale dell'autotrasporto. Infine - abbiamo quindi deciso di sospendere l'astensione dai servizi per dare fiducia al governo e al ministero. Confidiamo che nell'incontro fissato per il prossimo 27 ottobre con il ministro Matteo Salvini arrivino finalmente le soluzioni concrete e tanto attese. Se cosi' non dovesse essere, la nostra mobilitazione riprenderà con ancora più fermezza: in mancanza di risposte adeguate, organizzeremo un grande corteo verso Roma con tutti i nostri mezzi. Riapriamo momentaneamente i servizi - conclude Fedralog - per non gravare ulteriormente sulle filiere agroalimentari e industriali, ma la nostra attenzione resta altissima. La misura è colma e il tempo delle attese è finito".