AGI - Dopo le "rose" della risoluzione comune sul Dpfp, arrivano le "spine" del lavoro per quella sull'Europa.
Il lavoro per arrivare a una risoluzione unitaria delle opposizioni sulle comunicazioni della presidente del Consiglio di domani è in corso, ma il sentiero è strettissimo. Per non dire sbarrato. Il nodo rimane l'Ucraina.
Impossibile superare le distanze, è l'avviso comune che si registra nei partiti.
Fratoianni: «Domani ognuno andrà per sé»
Nicola Fratoianni considera già archiviato il tema: "Domani ognuno andrà per sé. Sull'Ucraina non c'è ancora un accordo e ci arriveremo, ma è su un argomento circoscritto".
Circoscritto o meno, per i riformisti del Pd gli aiuti militari a Kiev rimangono "una linea invalicabile", come ha fatto capire anche oggi Lorenzo Guerini.
Guerini boccia la proposta di Bettini
Rispondendo a una domanda dei giornalisti, l'esponente di riferimento dello zoccolo duro riformista ha bocciato l'idea di una road map sul modello di quella immaginata da Goffredo Bettini:
- congelamento del conflitto sulla linea del fronte;
- istituzione di un territorio cuscinetto tra Nato e Russia sotto l'egida dell'Onu;
- ingresso dell'Ucraina nell'Unione Europea ma non nella Nato;
- fornitura di armi a Kiev limitata esclusivamente a scopi difensivi, ma solo con l'avvio di un reale percorso negoziale.
"Inaccettabile", taglia corto Guerini, "subordinare gli aiuti all'Ucraina a una road map che dovrebbe avere il via libera da Putin".
Conte punta ancora sull'unità delle opposizioni
Chi mostra una fede incrollabile nella capacità di mediazione degli sherpa dei partiti è Giuseppe Conte.
"In queste ore stiamo lavorando anche per la risoluzione per domani, confido che si possa" trovare unità "e spero che anche il passaggio del conflitto in Ucraina possa compattare tutte le opposizioni".
La linea di Schlein
La posizione della segretaria del Pd rimane quella del sostegno all'Ucraina con tutti i mezzi, affiancato da una forte iniziativa diplomatica.
Tra le proposte:
- convocazione di una conferenza internazionale;
- una "nuova Helsinki";
- individuazione di un mediatore europeo.
"Non si può lasciare alle telefonate di Trump a Putin la ricerca della soluzione", è il mantra che Elly Schlein ripete ai suoi.
M5s e Avs contrari a nuove forniture di armi
Nettamente contrari all'invio di altre armi, ma favorevoli all'apertura immediata di un negoziato, sono invece M5s e Alleanza Verdi e Sinistra.
Il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, lo ribadisce anche durante la protesta degli studenti contro il caro affitti in piazza Montecitorio.
"In Ucraina abbiamo sperimentato, ormai sono quattro anni e mezzo, la ricetta che ci è stata proposta dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna. Quella ricetta non ha funzionato perché abbiamo avuto solo morti, distruzioni e una prospettiva di ricostruzione del Paese in grandissima sofferenza".
La proposta di Conte
La "ricetta" dell'ex premier prevede invece:
- sanzioni economiche e finanziarie;
- sostegno all'Ucraina;
- apertura di un negoziato immediato.
"Siamo per sostenere l'Ucraina, però riteniamo che il modo migliore per sostenerla sia impegnarsi in un negoziato che qui nessuno vuol fare. L'Europa deve essere coraggiosa, deve ridare centralità alla politica e quindi al dialogo, alla diplomazia, anche in un contesto così difficile, per difendere con le unghie e coi denti la popolazione ucraina".
Boccia: «Le differenze non sono un ostacolo»
Il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia, risponde a stretto giro:
"Sulla politica estera e sul Consiglio europeo è giusto che ciascun partito esprima le proprie posizioni, anche alla luce delle diverse appartenenze alle famiglie politiche europee".
Una linea comune andrà costruita, aggiunge Boccia, "nel programma comune, una sintesi politica delle diverse sensibilità europee, senza pretendere di cancellarne le identità".
"Il rispetto delle differenze non è un ostacolo all'unità, ma la condizione per renderla più solida e credibile".
I riformisti del Pd chiedono maggiore chiarezza
Intanto i riformisti democratici restano in allerta.
In vista delle comunicazioni della premier alle Camere, e considerato che le opposizioni presenteranno risoluzioni separate, chiedono ai vertici del partito di assumere una posizione più netta su:
- sostegno all'Ucraina;
- difesa comune europea;
- rapporti con Donald Trump;
- atteggiamento da tenere verso l'apertura al dialogo tra Washington e Mosca, anche sul fronte energetico.