AGI - "Se faremo le primarie, vinceremo". Elly Schlein chiude la Festa dell’Unità a Reggio Emilia e lancia un avvertimento ad alleati e potenziali competitor ai gazebo. Parole che arrivano dopo giorni di silenzio davanti agli esponenti del Pd, capi area e padri nobili, che manifestavano dubbi e veri e propri timori sui gazebo. Da Speranza a Bettini, passando anche per De Pascale e Bonaccini, in tanti e con diversi accenti hanno sottolineato la necessità di fare, almeno, un ‘supplemento’ di analisi della situazione del centrosinistra. Il rischio, questa la tesi, è che le primarie si trasformino in una guerra fratricida che porti alla ‘morte in culla’ dell’alleanza.
Ad andare dritti, però, sono i protagonisti della corsa. Giuseppe Conte ed Elly Schlein. "Prima affiniamo il programma, poi decideremo con gli alleati: o si arriverà a un accordo o faremo le primarie. E se faremo le primarie le vinceremo". Una conclusione ‘rock’ della segretaria che sceglie di spostare l’intervento di saluto dal palco Guccini all’Arena del Campovolo, quella dei concerti e delle grandi adunate per gli U2 o Luciano Ligabue. I diecimila arrivati da tutta Italia anche grazie ai 51 pullman messi a disposizione del partito invocano "Elly, Elly", poi "Elena, Elena". La segretaria si schernisce: "È una cosa che mi fa ridere, però va bene così: è sempre il mio nome".
Schlein sicura sulle primarie
Sicura di vincere alle primarie per puntare a Palazzo Chigi, contro tutti i pronostici e contro "chi non vuole una donna di sinistra alla guida del Paese", sottolinea: "Non è un caso se raccontano uno starnuto come un dramma. C’è chi tifa pareggio, c’è chi tifa grandi intese, ma noi prendiamo un impegno: andremo al Governo solo con il voto dei cittadini. C’è chi non vuole un governo di centrosinistra, una donna di sinistra a Palazzo Chigi. Io posso solo offrire le mie aggravanti personali essendo donna, avendo 40 anni ed essendo libera, ma se questo vuole il Paese io sono qui".
L’affinamento del programma
La road map di Schlein prevede "l’affinamento del programma" come primo passo. Affinamento, insiste, per rivendicare il lavoro "testardamente unitario" fatto fin qui che ha portato il centrosinistra a ritrovarsi su alcuni provvedimenti come il salario minimo o nelle piazze, come quella per Gaza nel giugno di due anni fa. L’elenco è lungo, ci sono i provvedimenti sul contenimento dei costi dell’energia, quelli sulla sanità.
L’appello ai compagni di viaggio
Per questo, la leader dem lancia un appello accorato ai compagni di viaggio. "Rimbocchiamoci le maniche per essere parte del cambiamento che vogliamo, diciamo alle persone ‘venite, aiutateci perché la partita sarà fondamentale’. La destra nazionalista è arrivata qui prima che altrove e a noi tocca la responsabilità di mandarla a casa. Una sfida così non si affronta da soli, non abbiamo pretesa di autosufficienza".
La citazione di Enrico Berlinguer
E perché il messaggio arrivi con più forza, cita Enrico Berlinguer: "Diamo noi un pensiero lungo al Paese". Un appello al quale risponde pronto Angelo Bonelli: "Sbrigamose".
I nodi nel centrosinistra
Al di là della determinazione di Schlein, tuttavia, i nodi all’interno del centrosinistra - che siano starnuti o drammi - sono ancora lì.
Le richieste di Giuseppe Conte
Giuseppe Conte chiede che "un programma scritto, firmato nero su bianco con l’inchiostro e controfirmato". Soprattutto, occorrono "dei paletti di prevenzione per evitare che qualche forza abbia una golden share, che abbia un potere ricattatorio sugli obiettivi strategici da raggiungere". Perché, sottolinea, "non prendiamoci in giro, abbiamo visto come funziona in politica". Un riferimento indiretto a Matteo Renzi e alla caduta del Conte 2.
Il sostegno in armi a Kiev
Ma oltre a questo, il leader Cinque Stelle riprende, dalla Festa del Fatto Quotidiano, a martellare sul sostegno in armi a Kiev, vera spina nel fianco del mondo dem. "È chiaro che dovremo preventivamente precisare qualche punto fermo perché non può essere che domattina vinca Schlein o un altro candidato e a quel punto si mandano a gogò armi a Kiev per un’escalation militare che ci sta portando al terzo conflitto mondiale giorno dopo giorno", mette in chiaro il leader Cinque Stelle riattizzando il fuoco che cova tra i riformisti dem.
La replica dei riformisti dem
Che, da Lorenzo Guerini a Filippo Sensi, passando per Lia Quartapelle, rispondono immediatamente. "Il sostegno all’Ucraina continuerà (anzi migliorerà visto che negli ultimi mesi l’Italia ha rallentato gli aiuti), fino al raggiungimento di un cessate il fuoco e l’avvio di un negoziato equo. Se ne facciano una ragione", dice Guerini.